Il rapporto/Valore aggiunto, l’Irpinia ha ripreso a produrre ricchezza

Lunedì 12 Settembre 2022 14:25 Maria Balestra
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_movimprese.jpgAVELLINO – Sorpresa, la provincia di Avellino è tra le 22 – sulle 107 italiane – che ha ripreso a produrre ricchezza dopo la crisi causata dal Covid. E l'Irpinia è in buona compagnia, con le altre province della Campania: Benevento, Caserta e Salerno. Lo dice l'analisi dell'Istituto Tagliacarne e di Unioncamere che ha indagato sulla ricchezza ed in particolare sul valore aggiunto provinciale del 2021 e i confronti con il 2019.

Sicuramente un segnale interessante, perché dimostra che la provincia di Avellino resta agganciata al treno della ripresa e contribuisce alla buona performance della Campania che, insieme alla Sicilia, mostra di avere più della metà dell'incremento della ricchezza.

L'analisi tiene conto dei settori produttivi come edilizia (sostenuta da tante manovre di sostegno del governo), industria manifatturiera e servizi (che invece crescono meno e, soprattutto nelle città metropolitane, tra cui Napoli, fa registrare difficoltà e mancata crescita).

“Il Covid ha rimescolato la geografia produttiva del Paese. Registriamo, infatti, la crisi della tradizionale direttrice adriatica dello sviluppo e il rilancio di quella tirrenica, una
differenziazione dei fenomeni di crescita nel Mezzogiorno, difficoltà di diverse aree del Triveneto e il rafforzamento delle performances della provincia rispetto a quelle dei grandi centri metropolitani», dice il presidente di Unioncamere, Andrea Prete.

“Se le province a maggiore densità industriale hanno dimostrato una maggiore resistenza rispetto alle altre - spiega - resta comunque il dato che questo dinamismo non è bastato a riportare in maniera territorialmente diffusa i livelli precedenti alla pandemia”.

La Campania si distingue per i risultati positivi conseguiti: in testa c'è Avellino (+2,7%), poi Benevento (+1,8%), Caserta (+1,7%) e Salerno (0,8%). In Italia vola il valore aggiunto di Enna (+2,9%), ma Milano resta al top per reddito pro-capite. Terni è la provincia che scala il maggiore numero di posizioni nella classifica del valore aggiunto pro-capite, passando dal 70esimo al 62esimo posto. In rimonta Avellino e Lecco che recuperano quattro posizioni collocandosi rispettivamente all'86esimo e al 27esimo posto.