AVELLINO – È dei giorni scorsi la diffusione, da parte dell’Istat, delle ultime statistiche sulla natalità e fecondità nel nostro Paese. I dati pongono in evidenza che siamo, per calo delle nascite, ai minimi storici: in Italia nel 2024 rispetto all’anno precedente c’è stato una diminuzione del 2,6%.
In valori assoluti, il numero dei nati è diminuito di ben 10 mila unità. E nell’anno che sta per chiudersi, in base ai dati dei primi sette mesi, la flessione potrebbe superare il 6%.
Osservando le diverse realtà territoriali le statistiche Istat consentono di annotare che l’unica regione in cui si è registrato un numero di nati in aumento (+ 0,4%) è la Liguria; nelle altre la contrazione va dallo 0,6% di Toscana e Umbria all’11% della Valle ‘Aosta.
In Campania si assesta sul 3,7%. Com’era facilmente preventivabile tenendo conto dell’andamento demografico degli ultimi anni, Avellino detiene per calo delle nascite il primato tra le circoscrizioni campane con un vistoso 6% in meno, contro il 5,2 di Caserta, il 4,4 di Salerno, il 3,1 di Benevento e il 2,7 di Napoli.
Nella scala nazionale soltanto una quindicina di province segna diminuzioni percentuali delle nascite in misura più alta della nostra. In cifre tonde, i bambini nati in Irpinia nel 2024 sono stati appena 2.427, a fronte dei 2.583 dell’anno prima e contro – è bene porlo in grossa evidenza – i 4.262 nati di inizio millennio.
Il crollo della natalità nella nostra provincia dal 2000 a oggi ha superato il 40%! Questa percentuale supera di oltre dieci punti quella calcolata per l’intero stivale.




