Giordano: «Scola un fine intellettuale che sostenne il Laceno d’Oro ed il recupero dell’ex Eliseo»

Giovedì 21 Gennaio 2016 08:05 Red.
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Nella foto: Scola è il terzo da sinistra. Al suo fianco Camillo Marino, Gianni Festa e, in primo piano, Paolo SperanzaAVELLINO – Ettore Scola non è stato non solo il grande regista universalmente riconosciuto per la raffinata capacità di rappresentare una narrazione realista delle contraddizioni del nostro Paese ma un importante intellettuale del nostro tempo che ha delineato una originale  identità culturale che ha  costituito il tratto  unificante del suo lungo e ricco impegno artistico.

Identità dalle radici profonde che non si sono mai distaccate dalle sofferenze e dai sogni di riscatto  degli emarginati, delle persone semplici e sconfitte, che pur nella sofferenza e nella disillusione non hanno mai smesso di credere in un Paese diverso e  più giusto.

Il senso della sue origini irpine era proprio in questa immedesimazione tra terra e libertà sia quando le ha mirabilmente realizzate nella trasposizione cinematografica che espresse nel sostegno alla rassegna del “Laceno d’Oro” o nel sottoscrivere l’appello per il recupero e la valorizzazione dell’ex cinema “Eliseo” .

Ettore Scola sarà  uno dei grandi italiani  che resterà per sempre nelle menti e nei cuori di tutti.