Ecco il nuovo Museo, nelle sue sale le radici e la storia dell’Irpinia

Martedì 02 Luglio 2019 12:22 Pino Bartoli
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Il presidente Biancardi visita la pinacotecaAVELLINO – Questa mattina alle 10.00 sono state presentate le nuove sale espositive del Museo Irpino allestite nel complesso monumentale dell’ex carcere borbonico. Gli organi di informazione, grazie ad un tour organizzato apposta per loro,  hanno preso visione di una parte (minima) dei reperti e degli oggetti esposti. A fare gli onori di casa il presidente della Provincia Domenico Biancardi ed i consiglieri delegati Rosanna Repole e Franco Di Cecilia.

Non molto tempo fa mi sono trattenuto su questa lodevole iniziativa parlando dell’impegno di volontari, giovani e meno giovani, professionisti ancora anonimi che, ognuno per le proprie competenze, si sono prodigati per raggiungere questo risultato che, vi posso assicurare, è veramente notevole. Spero che prossimamente, programmando correttamente  gli orari di visita, organizzando un opportuno servizio di personale qualificato che faccia da supporto ai visitatori, avviando una opportuna campagna di informazione e predisponendo, se non una guida, almeno un opuscolo che illustri l’unicità del materiale esposto, si possa finalmente dotare la nostra provincia di un polo che oltre ad attrarre sia anche capace di comunicare le nostre antiche radici e la grande cultura che caratterizza le nostre terre.

Le postazioni multimediali delle sale occupate dai reperti archeologici mirano proprio a questo, come il materiale didattico dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento, arricchito da donazioni di privati collezionisti, dimostra il lavoro fatto nella formazione da scuole irpine antiche e prestigiose come il liceo Colletta, l’istituto magistrale e l’istituto agrario. Da oggi abbiamo un nuovo motivo per essere orgogliosi di essere irpini. Non è questa una stupida affermazione di autoreferenzialità. Essere orgogliosi del proprio paese porta a credere in tutto ciò che lo rende unico, rafforza la fiducia nella propria lingua e nella propria cultura e nella propria originalità.