Dalla lezione di Aurigemma e Di Nunno la formazione dei nuovi giornalisti

Venerdì 27 Marzo 2015 12:59 Red.
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Da sx: Picone, Festa, Foti, Tommasetti e BiazzoAVELLINO – Istituite due borse di studio intitolate ai sindaci-giornalisti di Avellino, Antonio Aurigemma e Antonio Di Nunno. Destinate ai giovani universitari della Scuola di giornalismo dell’Università degli studi di Salerno, attraverso un accordo siglato con il Comune di Avellino, le borse, del valore di 8 mila euro ciascuna e da attribuire in maniera concordata in base ai criteri che saranno predisposti dal comitato scientifico della scuola, saranno attive a partire dal prossimo biennio 2015-2017 che prenderà il via il prossimo aprile.

L’ufficializzazione dell’accordo è avvenuta questa mattina a Palazzo di città. Il sindaco Paolo Foti ha dichiarato: «L’intitolazione delle due borse di studio ai sindaci Antonio Aurigemma e Antonio Di Nunno è un atto dovuto che questa amministrazione dedica a due protagonisti della storia politico-amministrativa della nostra città, nonché a due professionisti che si sono distinti nell’ambito giornalistico. Partendo da questa iniziativa il mio impegno e quello dell’amministrazione è incentrato ad implementare un percorso di collaborazione più intenso con l’Università di Salerno nell’interesse dei giovani della nostra città».

Un proficuo rapporto di collaborazione condiviso in pieno dal rettore dell’ateneo salernitano, Aurelio Tommasetti, che, presente alla cerimonia, ha spiegato: «Riallacciare un rapporto con un territorio vitale, com’è quello di Avellino e più in generale dell’Irpinia, è un importante punto di riferimento per l’Università. Ciò significa, non solo immaginare altre iniziative con il Comune di Avellino, ma anche e soprattutto puntare sui giovani che rappresentano un grande patrimonio per tutti noi».

L’istituzione delle due borse di studio rappresenta un importante segnale che l’amministrazione comunale lancia a favore dei giovani, nella consapevolezza che la pubblica amministrazione non può e non deve rimanere estranea alla crescita civica e professionale di quanti si affacciano al mondo delle istituzioni e del lavoro.

Presenti al tavolo anche Generoso Picone, caporedattore della redazione provinciale de «Il Mattino», Gianni Festa, direttore editoriale del «Quotidiano del Sud», e Salvatore Biazzo, direttore di Irpinia TV e membro del Comitato scientifico della scuola di giornalismo.

Picone ha sottolineato come «un elemento sostanziale, e che conferisce qualità all’operato del giornalista, sia la sua capacità di conoscenza, di approfondimento della notizia». Aggiungendo poi: «La capacità di comprendere e studiare la genesi dei fenomeni, senza mai rimanere alla superficie di questi. A dare autorevolezza a due figure come quelle di Aurigemma e Di Nunno, in fin dei conti, era proprio la profonda conoscenza dei fenomeni e delle questioni, un’elevata capacità di penetrarli. Una capacità dalla quale scaturiva anche la finezza della loro scrittura e delle analisi politiche di Nacchettino Aurigemma in particolare. Da ciò è dipesa un’autorevolezza che li ha resi sindaci di questa città prima ancora che venissero consacrati dal voto».

Il direttore del «Quotidiano del Sud», Festa, ha ricordato: «Con Nacchettino Aurigemma ho condiviso venti anni estremamente intensi, sia dal punto di vista umano che intellettuale e professionale. Nacchettino era una firma autorevole ma anche un riferimento politico di primo piano, capace di incidere e orientare le strategie fino al livello nazionale. Il rapporto con Tonino Di Nunno è sempre stato improntato al massimo rispetto: anche durante la sua esperienza amministrativa non è mai venuto meno il dialogo, il confronto, pure in caso di divergenze di opinioni e di vedute. Due altissimi esempi di uomini dalla profonda e sincera passione civile e due professionisti, come si direbbe oggi, con la schiena sempre dritta, che hanno gestito la complessità della mediazione e del compromesso di un mestiere difficile senza mai retrocedere sul piano della dignità e della libertà di pensiero perché non hanno mai avuto né padroni né padrini».

Biazzo s’è invece soffermato sull’importanza dell’istituzione delle borse spiegando: «Si tratta di un tributo alla memoria di due figure centrali nella vita e nella storia più recente di questa comunità, che purtroppo si caratterizza per una memoria particolarmente debole e labile. L’intento è quello di intrecciare una più stretta di collaborazione tra l’ateneo e la città che deve iniziare a sentire come propria l’Università di Salerno. Oggi, per tanti motivi, riferimento privilegiato per la formazione universitaria dei giovani di questa provincia».

Presenti in sala i parenti dei due sindaci-giornalisti scomparsi: la signora Augusta Capone, vedova di Antonio Aurigemma, Gino e Marcello Di Nunno, rispettivamente fratello e nipote di Antonio Di Nunno.