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    15/12/2017

L'occhio sulla città/Tutto può succedere

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Lo stadio Partenio-LombardiAVELLINO – Anche l'Avellino si iscrive alla galassia degli osservanti di quella massima un po' scaramantica, un po' super partes ed anche un po' intrisa di quella sana speranza che nel calcio, come nella vita,  non guasta mai e che si sostanzia nel  "tutto può succedere": nell'ultima giornata di campionato, allo stadio Partenio Lombardi, come ricorderete, ad un quarto d'ora dalla fine del match con il Latina (già retrocesso), l'Avellino era condannato alla lotteria dei play out ed invece, proprio nell'ottica del tutto può succedere, un gol di Ardemagni, un altro di Castaldo ed una serie di concomitanti risultati favorevoli (sconfitta del Trapani su tutti) hanno decretato la salvezza dei biancoverdi.

Come è altrettanto noto, neppure l'inizio del campionato cadetto, per i lupi, aveva avuto l'abbrivio  dei migliori auspici: si era iniziato, infatti, con un allenatore che ben presto aveva dato oggettiva dimostrazione di non esser riuscito a creare un gruppo con una vera e soprattutto definita identità di gioco. Ad invertire la tendenza ha pensato poi la scelta, che continuiamo a ritenere nonostante tutto tardiva, della società di Piazza Libertà di chiamare al capezzale di un paziente quanto mai in sofferenza (eufemismo) il dottor Walter Novellino che, con un mix perfetto di sagacia tattica, pragmatismo, carisma  ed esperienza tutta irpina, è riuscito con pochi accorgimenti a trovare le chiavi giuste per far esprimere i suoi calciatori come sanno, atleti, se pur giovani, tutti di ottimo livello e dal gran potenziale in prospettiva.

A tal proposito è importante rimarcare un altro dato: se è vero, come è vero, che con l'avvento di mister Novellino la squadra è stata capace di conquistare una quantità di punti che le avrebbe forse potuto permettere addirittura un piazzamento nella griglia play off promozione, è altrettanto vero che, da dopo la partita persa in casa con il Perugia, la squadra ha giocato con il macigno della penalizzazione in classifica (comunque non ascrivibile a condotte illecite né dell'attuale gruppo  squadra né dell'attuale gruppo dirigente né tantomeno, come dimostrato, dell'attuale società ) che, se pur ridotta dai sette inizialmente richiesti e comminati prima  a tre, poi ai definitivi due, ha finito per creare nel gruppo una destabilizzazione psicologica che avrebbe anche potuto permettere il palesarsi di spettri di un nefasto passato.

Per tutto quanto appena affermato, dunque, a stagione ormai terminata e dovendosi fare bilanci per poi programmare il futuro, riteniamo auspicabile si possa ripartire dapprima da chi comunque in questi anni ha avuto modo di dimostrare capacità gestionale e di management, permettendo alla nostra città e a noi tifosi di  vantare la sopravvivenza tra i professionisti di una squadra di calcio in grado di garantire lustro e notorietà in ambito nazionale - come è e speriamo possa continuare ad essere nella storia del nostro ormai ultra centenario club - e poi dalla stabilità garantita dal senso d'appartenenza e dall'esperienza dell'attuale guida tecnica, presupposto essenziale per giungere senza patemi a quella "salvezza  tranquilla" che dovrà sempre e comunque restare principale obbiettivo stagionale  e forse chissà...tutto può succedere.

Ora, pur non volendo in alcun modo entrare nel merito di questioni delicate, per la cui positiva risoluzione saranno necessari incontri e competenze specifiche, chiediamo sin d'ora maggiore impegno da parte di chi di dovere, che miri a rendere massimamente fruibile l'impianto sportivo esistente. Come? Partendo magari dal procedere ed una più corretta equilibratura dell'impianto di amplificazione dello stadio per consentire ad abbonati e spettatori d'occasione una più corretta e completa partecipazione a tutte le fasi dalla partita. Senza dimenticare una più minuziosa e accorta manutenzione e pulizia della struttura per i servizi igienici e per i sedili della Tribuna Montevergine laterale abbandonati al loro destino ormai da lungo tempo.

Non sarà di certo sfuggito ai nostri affezionati lettori che analogo invito fu da noi rivolto con l'occhio sulla città del 3 ottobre 2015,  come in quello del 17 settembre 2016. Nel coltivare la non remota speranza e possibilità di essere ascoltati per il complesso di quanto affermato, sentiamo di augurare alle varie componenti ed ai vari attori in campo buon lavoro. Intanto, attendiamo con la fiducia e l'ottimismo che ci contraddistingue.

 

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