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    23/10/2018

L’occhio sulla città/Buoni propositi per il nuovo anno. La lezione di Di Nunno

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Antonio Di NunnoAVELLINO – È con rammarico ed anche un po’ di tristezza di fronte all’atavica insipienza di chi è chiamato ad assumere responsabilità e decisioni che l’occhio sulla città di questa settimana sente di voler tornare su una questione che continua a ritenere dirimente per un reale, concreto ed inclusivo sviluppo urbanistico dalla nostra città e che da tempo tanto questa rubrica quanto questa testata ha eletto a propria battaglia di civiltà: garantire piena accessibilità a tutte le chiese cittadine.

Spesso, ancor di più in giorni di festa come quelli che si stanno vivendo, i luoghi  di culto  si trovano ad essere anche motore di iniziative volte a farci ritrovare come comunità. Ben venga tutto questo ma la vita sociale e culturale del capoluogo è  talvolta purtroppo ancora preclusa ad alcune categorie di cittadini. Perché? In chiese quali Costantinopoli e soprattutto la nostra Cattedrale, solo per fare due esempi, non è ad oggi previsto alcun accesso alternativo aperto a tutti.

Applicare una pedana mobile o un elevatore elettronico lungo il corso della scalinata del Duomo, vogliamo ribadirlo, non solo non ne deturperebbe la antica storica facciata ma anzi garantirebbe ad ognuno, disabili compresi, il sacrosanto diritto di vivere finalmente a pieno la città. In fondo è proprio garantendo accoglienza che si potrà veder assicurata una sempre maggiore partecipazione. Non si continui, perciò, a mostrare passività e menefreghismo pensando di risolvere il problema eludendo il problema e anteponendo l’estetica o chissà cos’altro...al rispetto della libertà  individuale e collettiva. Sarà proprio il porre giusta attenzione a questi dettagli a darci il conforto di aver raggiunto un grado di civiltà vero e reale.

Per far questo, però, non si potrà e non si deve prescindere da una chiara e netta assunzione di responsabilità e dal coraggio di agire che coinvolga in un’azione sinergica il fattivo impegno dell’amministrazione comunale, della nuova Curia guidata da monsignor Aiello che, con la sua discreta ma tangibile presenza, ha pur già dimostrato, in più di un’occasione, vivo coinvolgimento ed integrazione alla realtà che abita, e la sovrintendenza, cui spetterà parere vincolante e definitivo sulla fattibilità di eventuale nuovo progetto in tal senso. Nel merito, ricordiamo male o tra i recenti rinnovati impegni del sindaco Foti e la sua giunta per quest’ultimo scampolo di legislatura c’è anche quello di riconsegnare alla città  le riqualificate via Seminario e Piazza Duomo? Con l’auspicio di dover tornare su queste pagine questa volta davvero solo per ringraziare quanti avranno raccolto questo ennesimo nostro appello, in un periodo in cui sentiamo di essere ascoltati,  attendiamo con l’ottimismo e la fiducia che ci contraddistingue...

Intanto, a tre anni dalla scomparsa del sindaco Di Nunno, tra le iniziative volte a tenere vivo il suo ricordo ci fa piacere ricordare il convegno organizzato dal nostro giornale in programma venerdì 19 gennaio al carcere borbonico, con inizio alle ore 17:00, sul tema “Il territorio dell’urbanistica”. Al contempo, però, vorremmo sollecitare un ulteriore sforzo ed impegno di sensibilità da parte di Palazzo di Città sottoponendo all’attenzione dall’amministrazione una nostra proposta: intitolare ad Antonio Di Nunno la piazzetta che da Corso Vittorio Emanuele giunge proprio al complesso monumentale dell’ex carcere borbonico che, ad oggi, ancora non ha un nome.

Sarebbe una maniera non retorica per ribadire una volta di più che Tonino - era così che chi scrive affettuosamente lo chiamava - oltre che un appassionato amministratore ed un uomo di estremo rigore morale, fine ed acuto intellettuale e giornalista, è stato soprattutto il nostro sindaco, il sindaco degli avellinesi. Anche in questo caso attendiamo fiduciosi risposte con la solita giusta dose d’ottimismo che ci contraddistingue...

Intanto un nuovo anno è iniziato e gli auguri si sono moltiplicati. Anche io ho per voi un augurio “di avere sempre un sogno prima di andare a letto e, al risveglio, sempre un proposito da realizzare”: il sonno sarà  sereno e le giornate tutte da raccontare. Auguri, auguri, auguri.

 

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