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    21/08/2019

L’occhio sulla città/Ordinanza antismog: spontanee obiezioni

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_p.za_f._sullo.jpgAVELLINO – Il nostro occhio questa settimana guarda all’ambiente e si concede qualche considerazione a margine rispetto all’ordinanza antismog emanata dal commissario Priolo.

Di seguito le prescrizioni del provvedimento: il commissario Giuseppe Priolo ordina la conferma dell’ordinanza del 22 febbraio 2019, a decorrere dal 1 aprile 2019 e sino al giorno 30 aprile 2019 incluso, salvo nuove ed eventuali variazioni, con il divieto di circolazione per le seguenti categorie di veicoli: tutti gli autoveicoli e motoveicoli diesel euro 0-1-2-3, benzina euro 0-1-2, negli orari 8-14 15-20, nell’area del centro urbano. La limitazione alla circolazione riguarda tutto il territorio comunale ad esclusione  delle strade di seguito indicate: il tratto dell’autostrada A 16, la strada statale 7 bis, via Don Giovanni Festa, strada comunale Cappuccini (Bonatti), la Sp 165, via Pianodardine, via Francesco Tedesco sino all’incrocio semaforico con via Fratelli Troncone, viale Italia fino alla rotatoria,  il tratto di Sp 90 tra le due rotatorie, via Perrottelli, via Aversa, via Morelli e Silvati, via Annarumma.

Ora, fatta salva la necessità del ricorso ad un provvedimento in tal senso e il pur cospicuo numero di strade e zone della città non investite dalle prescrizioni sopra citate, riteniamo che l’ordinanza nel complesso presenti delle fragilità strutturali che sollecitano spontanee obiezioni.

La giornata di un cittadino lavoratore inizia mediamente alle otto del mattino per sospendersi alle tredici e trenta circa e riprendere intorno alle sedici, per concludersi definitivamente alle venti circa: se quel cittadino per raggiungere il suo posto di lavoro deve necessariamente utilizzare la propria autovettura sarà quantomeno frustrante il riconoscere una limitazione alla sua autonomia per non possedere un mezzo idoneo e per non poter contare su proposte di soluzioni alternative se è vero, come è vero, che di parcheggi attorno al perimetro interdetto non si ha conoscenza e che  di mezzi pubblici “adeguati” non si trova traccia.

Neppure la speranza in un giorno di pioggia o di forte vento garantirebbe l’aspettativa di una tregua: nessuna sospensione sarebbe infatti prevista dall’ordinanza. Giusto il provvedere alla soluzione del problema smog ma è altrettanto giusto non provocarne altri al cittadino che lavora.

Nel merito, apprendiamo con soddisfazione della recente convocazione di un tavolo tecnico ad hoc presso Palazzo di governo, voluto proprio dalla gestione commissariale, che richiami tutti i rappresentanti dei Comuni contermini ad assumere le medesime misure a salvaguardia della salubrità ambientale: tanto per non rendere vani o riduttivi gli sforzi del capoluogo contribuendo anch’essi a sostenere il ripristino del giusto habitat.

In fondo, compito di un primo cittadino è innanzitutto assicurare le condizioni necessarie ad “un’armonia di vita” tra amministratori e amministrati, senza dover indurre la comunità a scelte talvolta drastiche e/o indipendenti dalla libertà individuale. Ciononostante, pur riconoscendo al commissario Priolo, attivismo, dinamismo e pragmatismo, caratteristiche necessarie ad assumere decisioni talvolta impopolari come questa, lo invitiamo comunque ad adeguata riflessione al fine di voler assumere necessari, inderogabili ed imprescindibili correttivi ad un provvedimento oggettivamente vulnerabile.

 

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