L’occhio sulla città/La gabbia della restituzione

Sabato 04 Maggio 2019 08:26 Antonio Fusco
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita10_centesimi.jpgAVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana guarda al sociale e plaude alla “gabbia della restituzione”: progetto della Diocesi di Avellino, ideato sin dal 2013 ed oggi promosso con ritrovato vigore dall’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro. L’iniziativa promuove la raccolta del centesimo da destinare al sostegno dei figli di chi ha perso il lavoro.

Attraverso qualche cenno storico il nostro sguardo innanzitutto muove da due parole chiave:

- La gabbia - Il progetto vuole offrire e riportare alla mente l’immagine e la funzione dell’antica grande “gabbia” di ferro che fungeva da “stanza del tesoro” nel Monte di Pietà, costituito dall’Arciconfraternita  Santa Maria di Costantinopoli di Avellino a partire dal 1853. Il Monte di Pietà è stato il primo “istituto di credito” della nostra città: attraverso i “pegni” custoditi nella “gabbia”, aiutava i più poveri, provvedeva alla dote per i matrimoni dei bisognosi e combatteva l’usura.

- La restituzione - Perché il progetto vuole tentare di restituire, attraverso il nostro impegno, ciò che abbiamo preso solo per noi ed ora possediamo come “pegno”: una maggiore attenzione al senso della  gratuità per ridare speranza in un futuro possibile.

Un modo semplice, solidale ed inclusivo per “smaltire” i nostri centesimi da 1, 2 e 5, per noi quasi fastidiosi: doniamoli alle parrocchie, “raccogliamo solo i centesimi, il nostro scarto aiuta tanti”, è questo l’altro slogan del progetto.

E utile sottolineare, che la figura a garanzia dalla massima trasparenza dell’iniziativa è individuata nel parroco e che il sostegno economico per i figli di genitori che hanno perso il lavoro non è mai tale da renderlo un diritto acquisito ma piuttosto un aiuto costante nel tempo: l’arco temporale, come l’entità del sostegno erogato, possono variare. Sarà il parroco,  nel corso del tempo infatti, a verificare caso per caso; si valuterà il permanere, l’aggravarsi o la cessata difficoltà economica delle famiglie. In caso, invece, di individuazione di una nuova famiglia in difficoltà lo stesso parroco si farà carico di segnalare all’ufficio competente la nuova famiglia da sostenere. Qualora dovesse individuarsi più di una situazione di particolare gravità si stilerà una graduatoria di priorità. Tutte le famiglie beneficiarie avranno comunque garanzia di totale anonimato e riservatezza, anche nel rispetto alle vigenti norme a tutela della privacy. L’erogazione del danaro avverrà dopo un’attenta valutazione dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro secondo le  modalità previste dal progetto.

Qui di seguito le parrocchie sostenitrici e aderenti alla “gabbia della restituzione”: chiesa di Costantinopoli,  chiesa della Madonna de La Salette di Rione Parco, chiesa di San Generoso, chiesa dell’Assunta di Valle, chiesa di San Modestino, Fiorentino e Flaviano di Mercogliano, chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Capocastello.

Un’idea semplice, un piccolo impegno per il bene di molti.“La gabbia della restituzione”, dunque, per un ritrovato e rinnovato  stile di vita, la necessità del dono della gratuità che diventa essenziale. Allora, facciamo squadra anche noi, raccogliamo i nostri centesimi e doniamoli alle parrocchie, o ancora, attraverso il versamento di un contributo volontario individuale, sul conto corrente dedicato al progetto. Per ulteriori informazioni invitiamo a vistare le parrocchie sopra indicate o a  consultare il sito della Diocesi di Avellino.

L’occhio sulla città, per parte sua, non può che confidare nell’indole solidale della cittadinanza, come dei suoi tanti lettori.