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    27/11/2020

L’occhio sulla città/ Piazza Macello: iniziamo a pensarci. Piazza Libertà: il degrado

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_pzmacelpz_lib.jpgAVELLINO – Come non sarà di certo sfuggito a voi lettori, già nel nostro occhio dell’otto aprile 2017, peraltro anche con un titolo simile a quello attuale, e come già accennato la scorsa settimana, abbiamo reso oggetto di un nostro sguardo Piazza Fiorentino Sullo, nota agli avellinesi come Piazza Macello. Ebbene,  allora come oggi, riteniamo che, visti i “nostri tempi”...immaginare una riqualificazione ed una nuova destinazione per la piazza non sarebbe un azzardo.

Non sta a noi cercare o suggerire soluzioni ma, ormai liberata, come sembra, dallo stazionamento dei bus, la sua futura destinazione, occupando una zona così centrale dalla città, merita particolare attenzione, tale da esigere di essere affidata a persone esperte competenti e capaci (ribadiamo che non ci riferiamo certo a Renzo Piano) in grado di formulare ipotesi di progetto innovative e funzionali, magari poi, da sottoporre anche al giudizio e alla scelta dei cittadini.

La scelta, com’è ovvio, sarà lunga, complessa e difficile, si dovranno pensare e studiare proposte rispondenti a molteplici esigenze e comunque poco impattanti: piena accessibilità ed inclusività e dunque in piena armonia con l’ambiente circostante, insomma uno spazio vitale con una propria spiccata, originale identità, comunque sia, al servizio della città. Di esempi se ne potrebbero azzardare tanti: a pensare in grande ci viene in mente il Sony Center di Berlino,  Piazza Gae Aulenti a Milano o il “Giardino verticale”  sempre  di Milano ma è solo qualche riferimento, a significare l’importanza che il progetto dovrebbe avere.

Senza dubbio mostrare attenzione verso Piazza Macello sarebbe un bel modo, mantenendo inalterata anche la centralità di Piazza Kennedy, per mostrare lungimiranza verso un capoluogo che appare ancora alquanto sonnacchioso e vulnerabile. Ci piacerebbe immaginare una soluzione che diventi identificativa della città intorno a cui poi costruire innovazioni che sappiano sfruttare l’ipotesi di un’idea.

Da parte di questa rubrica, come da prassi ormai consolidata, si vedrà sempre garantito occhio vigile ed attento su questa come su ogni altro tema sensibile della città.

Diamo finalmente sostanza al famigerato “modello Avellino” immaginato dal sindaco Festa e dalla  sua giunta,  non continuiamo a confinarlo in una mera dimensione di reboante slogan elettorale, perché in fondo, tra i doveri del primo cittadino c’è prima di tutto quello di vivere concretamente e compiutamente la città disponendosi serenamente all’ascolto: solo così si potrà garantire immediata risposta ed efficace risoluzione alle istanze ed alle difficoltà della comunità che si è chiamati a rappresentare.

Ci torna alla mente, a proposito, la querelle ancora irrisolta tra Palazzo di città e ambulanti, relativa al mercato bisettimanale del capoluogo, una tradizione che, nata nel XIV secolo con gli Angioni e riconfermata poi con un privilegio di Carlo V del 1550, rischia di scomparire. Il sindaco Festa, che sin dal suo discorso di insediamento ha detto di voler essere il sindaco che “passerà alla storia della città”, se non sarà in grado di dimostrare adeguata capacità di mediazione in  questa, come in tante altre situazioni delicate che si troverà a dover fronteggiare, finirà, piuttosto, per essere ricordato per aver “cancellato la storia”. Staremo a vedere. In fondo solo insieme, facendo ognuno la propria parte nella massima armonia possibile, potremmo ottenere risultati soddisfacenti.

Raccogliere, perciò, le sollecitazioni che vengono da questi nostri esempi d’attenzione, per il sindaco Festa può essere, vogliamo ripeterlo, una grande occasione: permeando il suo agire amministrativo di  nuovo vigore, potrà convincere una pur buona parte di cittadini  ancora scettici.

Intanto, pur ancora lontano dall’osservazione diretta della città, mi viene riferito, documentato da fotografie che pubblichiamo di fianco, del disgustoso degrado delle fontane di piazza Libertà che la difficoltà, per una esplicativa descrizione, obbliga al riferimento delle immagini offerte.

 

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