L’occhio sulla città/Storia di una scintilla mai scoccata

Sabato 01 Agosto 2020 07:04 Antonio Fusco
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_indice_sindaci.jpgAVELLINO – Dopo una pausa di circa tre settimane torna l’occhio sulla città che ha deciso di raccontarvi la storia  di una scintilla mai scoccata, quella tra Avellino e il suo primo cittadino.

Come si ricorderà avemmo già a constatare che a portare alla vittoria il sindaco Festa nel 2019 fu solo il 25% dei cittadini elettori sollecitando, nell’occasione, un rapido recupero della restante parte dell’elettorato. Ma, a distanza di un anno, lascia pensare quanto riportato da “governance poll 2020”, il consueto studio del Sole 24 ore che  annualmente misura il gradimento ed il consenso  dei sindaci e dei presidenti di Regione di tutta Italia.

Questi dati, infatti certificano una perdita di consenso per il sindaco Festa del 6.8%, rispetto al  51.5  registrato lo scorso anno, collocandolo, oggi, al novantaseiesimo posto su centocinque città capoluogo esaminate e all’ultimo posto tra i sindaci neoeletti. Tutto questo dovrebbe indurre ad attenta riflessione ed essere da sprone ad una rapida inversione di tendenza dell’agire amministrativo.

La città ha bisogno di risposte serie, chiare, nette ed efficaci: quando queste non arrivano  o restano ancora una ridda  di  promesse inevase, ecco che il risultato della classifica appena riportato diventa una diretta quanto logica conseguenza. Di esempi se ne potrebbero fare tanti perché tanti sono i problemi che la nostra amministrazione comunale è chiamata a risolvere per rendere sempre più viva, vivibile ed accogliente la città.

Oggi, proprio mentre apprendiamo degli sforzi del Conservatorio Cimarosa volti ad innovare ed aggiornare la propria offerta alla città sia pur in un momento così delicato e difficile, vorremmo  nuovamente sollecitare la giusta attenzione da parte di Palazzo di Città verso gli altri luoghi della cultura del capoluogo. Pensiamo in particolare alla Dogana per la quale, fatta salva la procedura di esproprio avvenuta ormai da tempo che ha concesso l’acquisizione del bene a patrimonio comunale, tante le idee, le proposte ma ancora nessuna concretezza d’azione. Perché non immaginare, riportandola al suo antico splendore, di farla tornare ad essere un “cinema con vista sulle stelle”? Una scelta in tal senso potrebbe dar giovamento all’intero centro storico cittadino.

Ancora, pensiamo alla Collina della Terra e dunque a Piazza Duomo: perché non immaginare, per l’estate avellinese, il ritorno nella zona di un grande cinema all’aperto, anche con l’illuminazione degli  edifici circostanti o la proiezione di immagini a tema, come accadeva  (sindaco Galasso) con  assessore alla Cultura il collega giornalista Salvatore Biazzo?

Non possiamo non far cenno, poi, all’ex Eliseo, la nostra futura casa del cinema, nonché sede designata  del Laceno  d’Oro, il festival internazionale d’arte cinematografica fondato da Camillo Marino e Giacomo d’Onofrio: ci pare di ricordare, a proposito, che tra gli impegni programmatici di  priorità dell’amministrazione Festa c’è ancora proprio quello di restituire alla città la struttura di via Roma. È utile sottolineare, inoltre, che l’ex Eliseo è vincolato da contratto ad una destinazione d’uso a vocazione esclusivamente culturale e cinematografica. Staremo a vedere.

Non possiamo continuare ad essere spettatori passivi di fronte ad una città che appare ogni giorno di più spenta e fragile: siamo nel pieno dell’estate ma per chi resta o torna in città i programmi sono vaghi, indefiniti o durano lo spazio di una sera. Pur apprezzando la linea della sobrietà adottata dai nostri amministratori, visto anche il delicato momento globale che stimo vivendo, ci auguriamo non si usi la pandemia ad alibi per il permanere di un atavico immobilismo, ma “il tempo sospeso” serva piuttosto per pianificare e preparare  il domani. Pensiamo, ad esempio, alle pseudo sale del cine-teatro Partenio di via Verdi: accoglienza ad oggi non consona ad una struttura aperta al pubblico, unite alle difficoltà d’accesso per persone con  ridotte o limitate  capacità di deambulazione, dovrebbero indurre le parti interessate ad adeguata ed attenta riflessione.

Nel ricordare come il complesso di tutto quanto appena affermato ha finito col trovare spazio in numerosi altri nostri sguardi riteniamo che garantire certezza di futuro alla Dogana, all’ex Eliseo, al cine-teatro Partenio e a tutti i luoghi di cultura, di aggregazione e di ritrovo, potrà essere un buon inizio (ma si badi bene solo l’inizio) per riannodare i fili di quella narrazione emotiva verso quel disegno rivoluzionario ed aperto al futuro, purtroppo ad oggi ancora solo immaginato dalla lungimiranza amministrativa di un nostalgico passato.

Attendiamo, pertanto, l’amministrazione alla prova dei fatti e non più solo delle tante parole. Perché, per dirla con Aldo Moro (cui recentemente ha fatto riferimento anche Ciriaco De Mita): “Il programma elettorale non è un arido elenco di cose da fare ma l’espressione di un’idea di città, di comunità”.