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    21/09/2020

L’occhio sulla città/Il capoluogo ora comincia a urlare

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_asilo.jpgAVELLINO – Vi siete mai chiesti quanto sia davvero importante un asilo nido per una città? Ebbene se ci riflettiamo con la necessaria obiettività ci accorgiamo che le implicazioni economiche e sociali di un asilo nido aperto e massimamente efficiente sono molteplici: una tale garanzia può essere incentivo per una giovane coppia a metter su famiglia, può essere garanzia di resa sul lavoro per le neo mamme, che possono meglio organizzare le proprie giornate, “senza pensieri”, e tanto altro.

Ben vengano, ad esempio, asili nidi aziendali a limitare al minimo il distacco tra mamma e bambino, soprattutto nei primi anni di vita. Non a caso sono molte le regioni, le aziende, gli istituti, le università che hanno operato in tal senso: l’impegno della Regione Campania e dell’Università  degli Studi di Salerno ne offrono un esempio concreto e virtuoso.

Ora, se da una parte costatiamo che  sono molti,  anche i Comuni, a garantire possibilità di assistenza pubblica alle giovani famiglie,  evitando così  loro l’aggravio di dover stornare dal proprio bilancio ulteriori spese per far fronte a baby sitter o rette di asili privati, dall’altra duole apprendere che proprio nel capoluogo l’unico asilo nido comunale  e dunque pubblico in via Morelli e Silvati resterà chiuso per il secondo anno consecutivo a causa di ritardi nei lavori di riqualificazione e di ritardi nell’individuazione di soggetti qualificati che possano garantirne la gestione, a fronte di  eventuali possibili difficoltà economiche dell’ente di Piazza del Popolo.

È giusto sottolineare che i lavori di cui necessita la struttura sarebbero dovuti terminare, da cronoprogramma annunciato dallo stesso sindaco Festa, lo scorso dicembre ma tant’è. Non è tutto. Sembra, infatti, che un anno fa questo stesso esecutivo cittadino stanziava  circa 135.000 euro per un progetto di un asilo che avrebbe dovuto ospitare circa 60 bimbi affidandolo eventualmente a privati con specifica manifestazione di interesse. Fonti di Palazzo di Città fanno inoltre sapere che a causa dell’emergenza Covid-19 è tutto fermo e che con ogni probabilità si ripartirà il prossimo anno. Staremo a vedere.

Intanto, frastornati dal ferragosto, dalle luminarie e dai fuochi d’artificio, chiediamo e torniamo a chiederci: era proprio necessario? Visto anche il permanere di una condizione di sofferenza delle casse comunali e la verosimile indisposizione alla festa della maggioranza dei cittadini, si sarebbe potuto destinare tali  risorse alle varie necessità e/o  urgenze di cui la città urla il bisogno. Invece no, si è usato e si continua ad usare la pandemia ad alibi per il permanere del solito ormai stanziale  immobilismo.

Ora basta, la città ha bisogno di risposte immediate chiare nette ed efficaci e pensare di restituirle un asilo nido pubblico, e dunque “ per tutti”, potrà sicuramente essere un buon inizio. Anche in questo caso, staremo a vedere. In fondo sono proprio questi dettagli a darci il conforto di aver raggiunto un grado di civiltà vero e reale.

Noi, dal nostro canto, non possiamo che garantire, come da prassi ormai consolidata, occhio vigile ed attento sapendo essere però anche pungolo ove necessario. Intanto, non possiamo che esprimere compiacimento nel costatare che, costretta dalla “disattenzione dei padroni”, questa amministrazione abbia dovuto, dopo minuziosa cura, ricordare il divieto per i nostri amici a quattro zampe ad “invadere” le aiuole con apposita segnaletica dedicata.

 

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