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    24/11/2020

L’occhio sulla città/Autostazione, altre nubi nere all’orizzonte

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita11_autstaz_lavori.jpgAVELLINO – Ricordate l’autostazione? Doveva diventare il modello di sviluppo per il trasporto pubblico in città ed  invece si è rivelato essere emblema di un ennesimo mistero buffo. Proprio quando si era arrivati all’individuazione di una data per il completamento dei lavori e la conseguente consegna definitiva della struttura alla città (il 21 gennaio del 2021) alcune difficoltà burocratiche che avrebbero coinvolto la ditta appaltatrice dei lavori hanno nuovamente costretto al blocco del cantiere.

A quanto si apprende, inoltre, la società incaricata non era comunque in linea con il crono programma concordato avendo accumulato ulteriori ritardi quantificabili in circa due mesi. Queste ulteriori mancanze potrebbero essere ascrivibili anche ad un numero insufficiente di operai al lavoro rispetto a quelli necessari per un cantiere così vasto e per operazioni tanto articolate e delicate. Il cantiere, peraltro, aveva già subito alcuni rallentamenti e poi un successivo stop fisiologico, legato alle contingenze della pandemia da Covid-19. I lavori erano poi ripresi regolarmente lo scorso maggio. Ora l’epilogo imprevisto: il blocco del cantiere ha indotto tutte le parti interessate ad assumere ,a breve, una decisione definitiva. Da indiscrezioni emerse sembrerebbe, comunque, volersi far scorrere la graduatoria  precedente o propendere per una nuova gara d’appalto. Staremo a vedere.

Ora un po’ di storia: sembrerebbe  addirittura che l’idea progetto dell’autostazione risale agli anni 80 , a tempi in cui un tale progetto di mobilità proiettava nel futuro. Oggi, proprio per i continui ritardi, potrà addirittura risultare obsoleto rispetto ai continui mutamenti sia della mobilità che dell’evoluzione urbanistica. L’opera si estendeva per circa 14 mila metri quadri e comprendeva un  polo logistico, un centro direzionale con diversa tipologia di uffici, un ampio parcheggio e un efficiente deposito bagagli. Nonché bar, un’area commerciale ed altri servizi.  Per vederne la pianificazione tecnica, però bisognerà attendere il 1993.

Quando tutto sembrava pronto per l’avvio dei lavori, ecco i primi intoppi che hanno posticipato il tutto di ben dieci anni, quando fu completata la struttura esterna. Si è giunti, poi alla successiva offerta di gestione all’Air ma la consegna definitiva avverrà solo nel 2005. Nel mezzo altre questioni procedurali e contenziosi, ed anche per questo il lavoro ha proceduto a singhiozzo per così tanto tempo. Il problema: la mancanza dell’area da 3000 metri che Palazzo di città aveva deliberato di assegnare all’azienda di trasporto quale spazio necessario per gli stalli dei bus in sosta prima della partenza. I suoli ad oggi non sono stati concessi perché su di essi peserebbero ancora diritti vantati da alcuni privati. Da  non dimenticare, poi, le difficoltà di ingresso e di manovra all’interno del complesso di via Pescatori per i pullman a due piani.

Ora basta! Alla luce di tutto quanto appena affermato e descritto ci aspettiamo risposte chiare, immediate, nette ed efficaci: è l’ora della responsabilità, non perdiamo altro tempo, non si continui ad usare la pandemia ad alibi per il permanere di un atavico immobilismo.  Augurandoci prossimi positivi sviluppi, non possiamo che attendere con la fiducia e l’ottimismo di sempre. Una domanda: ricordiamo male o già il commissario Priolo  aveva espresso perplessità sull’affidabilità della ditta in oggetto?

Intanto, apprendiamo che una sorte non dissimile da quella dell’autostazione potrebbe presto toccare al cantiere di Piazza Castello essendo appaltato alla medesima ditta. Nel merito si rende noto altresì  che, a non correre rischi di rallentamenti, perché affidata ad altra società appaltatrice, sarà, invece la bretella di collegamento tra via Circumvallazione e Corso Umberto I per cui resta confermato il termine di consegna entro l’inizio del prossimo mese. La medesima ditta, inoltre, si occuperà della realizzazione del marciapiede a ridosso del Teatro Gesualdo.

In fondo, errare è umano ma perseverare è diabolico. Invitiamo perciò i nostri amministratori a scelte maggiormente ponderate in ambiti così delicati e, con esse, ad un’oculata gestione e  manutenzione delle opere pubbliche.

 

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