AVELLINO – Dopo una settimana di assenza torna l’occhio sulla città e osserva un sindaco al lavoro e capace di ben districarsi tra elementi di disturbo ed ingiustificate ingerenze.
La stringente attualità ci porta nuovamente a guardare al calcio. Lo scorso sabato al Partenio- Lombardi, infatti, si è giocata la prima gara di Supercoppa di Lega Pro. Nel nostro titolo abbiamo scelto di usare un ossimoro: perdere non piace a nessuno e forse, in fondo, il pareggio l’avremmo pure meritato ma tant’è. La sconfitta non ha comunque minimamente scalfito la percezione comune dei crismi della grande impresa compiuta. Difficile trovare sul campo la concentrazione e la mentalità giusta, normale dopo una simile cavalcata. In ogni caso, se pur oggettivamente complicato, nulla è compromesso, aspettando la sfida di questa sera (ore 19) contro la Virtus Entella a Chiavari.
Ora, però, vorremmo nuovamente provare a cambiare il nostro punto d’osservazione tornando ancora sugli oneri e le responsabilità che il traguardo raggiunto assegna alla politica cittadina. È vero L’Avellino è tornato in serie B, un obiettivo auspicato, agognato, sperato atteso.
Tutto questo, oltre agli indiscutibili onori tutti meritati e dovuti, comporta, come detto anche degli oneri: uno tra tutti quello di dover garantire al capoluogo ed ai tifosi biancoverdi uno stadio adeguato alla nuova dimensione nella quale saremo chiamati a calarci e a competere nella prossima stagione. Una dimensione che, come già sottolineato anche nel nostro ultimo sguardo, a noi non è sconosciuta e che forse si attaglia maggiormente ad una realtà medio-piccola come la nostra, rispetto alla categoria che ci siamo lasciati alle spalle
Avevamo già registrato la disponibilità di Avellino Calcio, Comune e Regione Campania a voler procedere celermente ai lavori di adeguamento dell’impianto sportivo esistente, non esente da elementi di evidente vetustà e con la necessità di interventi strutturali specifici e propedeutici al rispetto dei regolamenti della nuova categoria d’appartenenza.
Ebbene, a distanza di due settimane sembrerebbero esserci sviluppi nel merito: lo scorso lunedì, nel corso di una riunione a Palazzo di Città tra il sindaco, il presidente D’Agostino, alcuni assessori e tecnici comunali e regionali, c’è stata la “fumata bianca” con un accordo che prevede, “con decorrenza immediata, l’avvio di tutti i lavori necessari all’omologazione dello stadio Partenio-Lombardi ai regolamenti della serie B”.
C’è poi un progetto, già depositato dal Comune in Regione Campania e approvato lo scorso martedì da Palazzo Santa Lucia, che garantirà, come confermato dal governatore De Luca e dal consigliere regionale Vincenzo Alaia, un finanziamento per circa due milioni di euro. Finanziamento regionale che consentirà a Palazzo di Città di avviare in sicurezza le procedure per i lavori di adeguamento dello stadio. Lavori il cui importo non sarà a carico della società guidata dal presidente D’Agostino e per i quali gli uffici comunali hanno predisposto una gara che con ogni probabilità verrà “spacchettata”. Si rende noto, inoltre, che il progetto esecutivo dei lavori e già pronto.
Una corsa contro il tempo, insomma, rispetto alla quale tutti gli attori in campo non hanno mancato di fornire rassicurazioni: “c’è l’impegno di questa amministrazione affinché l’Avellino il 22 agosto prossimo possa eventualmente giocare la gara d’esordio del campionato cadetto allo stadio Partenio-Lombardi, uno stadio rinnovato ed adeguato. Al Comune sappiamo cosa fare, vi assicuro lavoriamo e sappiamo fare bene” È quanto dichiarato, nel merito, dal sindaco Nargi.
Accanto a questo, ribadita la volontà del nostro primo cittadino alla vendita dello stadio all’Us Avellino, una cessione che, però, non potrà avvenire prima dell’approvazione del bilancio comunale e di una valutazione, probabilmente esterna, sulla congruità del prezzo di vendita del bene.
Senza dimenticare il progetto di un nuovo stadio di proprietà, firmato dall’architetto Gino Zavanella, lo stesso che ha realizzato lo “Juventus Stadium” di Torino, che speriamo, in un futuro non troppo lontano, possa vedere la luce. Elemento di non poco conto, questo, che conferma la solidità economica dalla proprietà dell’Avellino e la volontà della stessa a rendere la società sempre più al passo coi tempi, vista anche la tendenza generalizzata delle squadre di calcio ad avere stadi di proprietà. Insomma, sembrano costruirsi premesse per guardare al futuro con ottimismo, preludio, perché no, ad un altro campionato da ricordare. È con questa speranza ed auspicio che auguriamo buon lavoro.
* * *
Intanto, non posso esimermi dal segnalare un fuoriprogramma che mi ha riguardato personalmente: lo scorso sabato, “una supercoppa di sollecitudine ed impegno” l’hanno sicuramente conquistata le donne e gli uomini della Misericordia di Avellino che, in un coordinato e tempestivo lavoro di squadra mi hanno consentito di lasciare la tribuna stampa dello stadio: a loro va il mio sentito grazie. L’ascensore che sono solito utilizzare in quanto giornalista disabile, infatti, a seguito di un blackout verificatesi all’interno dello stadio, è risultato essere fuori uso anche perché, dopo accurate verifiche, danneggiato.
Come si ricorderà, le “bizze” del vano ascensore che conduce alla tribuna stampa dello stadio Partenio- Lombardi sono già state oggetto di diversi nostri sguardi. Chiediamo, pertanto, in un ottica di oculato adeguamento dell’impianto sportivo di via Zoccolari, la giusta attenzione anche al citato vano ascensore.
In fondo, un ascensore massimamente efficiente potrà offrire l’immagine di una città accogliente per tutti, disabili e non, tenuto conto che dell’ascensore fruiscono, giustamente, anche altri colleghi in difficoltà: questo in previsione di un futuro già presente che vedrà il nostro impegno sportivo confrontarsi con realtà dell’Italia intera. Aspettando il nuovo stadio.
È anche con la piacevole percezione di poter essere ascoltati che restiamo in fiduciosa attesa.
