AVELLINO – Il diritto dei cittadini ad una corretta ed imparziale informazione non è soltanto il principio cardine del codice deontologico della professione giornalistica ma anche se non soprattutto la primaria responsabilità di impegno per chiunque abbia assunto legittimamente una carica politica di rappresentanza com’è ad esempio per il primo cittadino.
Come si ricorderà, in più di un’occasione abbiamo suggerito ai vari sindaci che si sono succeduti di seguire l’esempio del governatore De Luca che, in vero, sin da quando era sindaco di Salerno, con il suo incontro settimanale, informa sul suo operato, dei suoi programmi, iniziative o eventuali difficoltà. Una richiesta di chiarezza e di trasparenza che giunge da larga parte della cittadinanza e che l’attuale amministrazione sembra cogliere ed accogliere maggiormente rispetto al passato. Pertanto vista la dimostrata propensione del sindaco Nargi all’ascolto, al dialogo ed al confronto pacato con la città, la invitiamo a valutare un’eventuale analoga scelta.
Sempre in un’ottica di voler assicurare un’efficace e tempestiva informazione e visto il giusto permanere del divieto d’affissione, si potrebbero riportare alla loro massima efficienza i “pannelli a messaggio variabile” già presenti in città e, perché no, incrementarne l’utilizzo anche in centro. I pannelli, infatti, quando massimamente efficaci, oltre a fornire agli automobilisti le prime importanti informazioni per un sicuro e corretto ingresso in città (informazioni meteo, strade interrotte o chiuse per lavoro ed eventuali percorsi alternativi) potranno edurci tempestivamente sulle più svariate iniziative ed eventi: mostre, spettacoli teatrali e tanto altro di cui, spesso, ci troviamo ad essere informati con irreparabile ritardo quando ormai molti di questi eventi si sono già celebrati, proprio per negligenza nell’informazione.
Nel ricordare come anche quello dei “pannelli a messaggio variabile” è stato un suggerimento offerto in più di un nostro sguardo, riteniamo che un’altra soluzione ad evitare il ripetersi di tali “inconvenienti nell’informazione” potrebbe essere quella che le Tv locali, sulla scorta di quanto per la verità già accade più di frequente sulla carta stampata, si impegnino ad assicurare resoconti più o meno dettagliati tanto pre quanto post evento, così da permettere di poter anche eventualmente farsi una propria opinione, una propria idea.
Esempi d’attenzione per far riflettere tanto gli operatori dell’informazione quanto l’attuale amministrazione comunale sulla necessità di un reale e tangibile rinnovamento: una sinergia di componenti e competenze che assicurino davvero “una comunicazione ed un'informazione di servizio”.
A facilitare tutto questo, potrebbe essere innanzitutto e prima di tutto l’individuazione da parte del sindaco Nargi di un assessore alla Cultura che, in vero, parrebbe già essere presente in giunta se pur del tutto ignoto alla cittadinanza. Ma ecco, nel merito, una risposta d’attivismo da parte dei vertici dell’amministrazione comunale: mentre scriviamo, infatti apprendiamo che all’assessore al Bilancio Scaletti è assegnata anche la delega alla Cultura e che lo stesso, tra l’altro, si dice pronto ad un rilancio del comparto attraverso prossimi progetti specifici. Non ci resta che attendere fiduciosi
Sul complesso di quanto appena affermato e descritto, alla prevedibile obiezione dei fruitori dei social network rispondiamo che sì, viviamo un periodo storico in cui il mondo della comunicazione ci consegna evoluzioni repentine quanto rapide nel reperimento di notizie o di qualunque altro aspetto afferisca alla galassia in oggetto, ma bisogna in ogni caso continuare a considerare e valutare con la giusta attenzione la selettività ricettiva di tali reti sociali, finendo per soddisfare appieno le curiosità o le esigenze comunque ancora solo di una parte di cittadini destinatari.
La comunicazione non è soltanto ricerca di notorietà o propaganda fine a se stessa: comunicare è raccontare, ascoltare, accogliere così da garantire sempre maggiore partecipazione. In fondo, è proprio comunicando e poi disponendosi all’ascolto che si potrà offrire immediata risposta ed efficace risoluzione alle istanze ed ai bisogni di una comunità.
In un momento in cui avvertiamo la piacevole sensazione di essere ascoltati, riteniamo che una novità d’approccio come quella appena suggerita potrà rivelarsi sin da subito una scelta vincente. Staremo a vedere, con il graffio gentile del buon senso e della pacatezza che ci sono propri e forse anche tratto identitario di questa rubrica e del nostro fare giornalismo.
A margine, un pensiero per Franco D’Ercole che ci ha lasciato lo scorso mercoledì: un galantuomo della politica, persona di rara gentilezza e mai sopra le righe. Espressione autentica di un’idea, non solo di una parte politica.
La sua lezione, la sua eredità rimarranno in quanti sapranno avere a cuore il confronto anche aspro ma pacato e gentile, il dialogo e l’ascolto, insomma la buona politica.
