L’Avellino prova ad alzare la testa, Rastelli carica la squadra

Sabato 17 Novembre 2012 15:35 e.s.
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Massimo RastelliAVELLINO – Alla vigilia della prima delle due gare consecutive in casa, Gubbio e Latina, sia pure intervallate da una sosta, facciamo un po’ il punto della situazione sui risultati fin qui ottenuti dall’Avellino. Prima però diamo l’elenco dei convocati, dopo la rifinitura di stamane nel corso della quale Rastelli ha caricato a dovere i suoi uomini, per la gara di domani con il Gubbio: portieri, Fumagalli, Di Masi; difensori, Bianco, Bittante, Fabbro, Izzo, Zappacosta; centrocampisti, Angiulli, Bariti, Catania, D’Angelo, Herrera, Massimo, Millesi, Panatti; attaccanti,  Castaldo, De Angelis, Fella. Arbitro dell’incontro, che avrà inizio alle 14.30, sarà Illuzzi di Molfetta.

Trascorso, dunque, un terzo del campionato, l’Avellino staziona al quinto posto in classifica in compagnia del Viareggio. Sei squadre (Pisa, Frosinone, Latina, Gubbio, Viareggio ed Avellino) nello spazio di soli tre punti. “Ammucchiata” che denota l’estremo equilibrio di questo torneo di Prima Divisione tenendo conto, però, che se il Gubbio dovesse “sbancare” Carrara nel recupero, balzerebbe al primo posto in solitaria.

L’Avellino di Massimo Rastelli ha alternato, finora, prestazioni contrassegnate da luci ed ombre. Il tecnico partenopeo, non ha ancora trovato la quadratura del cerchio ed ha alternato, nelle prime dieci partite di campionato, il 4-4-2, il 4-3-2-1, il 4-4-1-1. Aldilà dei moduli, l’impressione è che, così come è, la squadra biancoverde non può ambire a più di un quarto-quinto posto finale.

Il reparto difensivo ha mostrato defaillance soprattutto sui calci piazzati. Nonostante al centro della difesa giochino due calciatori piazzati fisicamente come Giosa e Fabbro sovente si subiscono reti sugli sviluppi di traversoni da fermo in area di rigore. Probabilmente, accoppiare un giocatore più rapido anche se meno aitante di fianco a Fabbro potrebbe apparire una giusta soluzione. L’alternativa in rosa è data dal solo Izzo il quale ancora non ha dimostrato il valore promesso. Le fasce laterali di difesa non hanno ancora trovato i propri “padroni”. Sull’out di sinistra, per la verità, Bianco sta trovando una certa continuità. Discorso diverso per il lato destro dove si alternano in continuazione Bittante e Zappacosta con risultati spesso deludenti. Il centrocampo è un vero e proprio puzzle che cambia in continuazione le proprie tessere. A tre o a quattro, quello che balza all’occhio è la mancanza di un regista in senso classico, capace, allo stesso tempo, di dettare i giusti tempi ed il passaggio filtrante per le punte. Non è questo sicuramente il ruolo di D’Angelo o di Angiulli, sicuramente più interditori, idem valga per Panatti che non ha ancora sfoderato prestazioni che gli possano far guadagnare i galloni di leader della mediana.

Allo stesso modo Millesi, pur dotato tecnicamente, resta pressoché un esterno. In buona sostanza, con gli uomini a disposizione e ferma restando la necessità di dover prendere un regista in senso classico, il centrocampo a tre, anche in assenza di terzini adatti, non è proponibile se non in situazioni di emergenza. Tra l’altro i “lupi” vantano in rosa una miriade di esterni che, giocoforza, con il modulo a tre dovrebbero adattarsi in un ruolo non proprio oppure accomodarsi in panchina. Insomma, in attesa, non ci stanchiamo di ripeterlo, centrocampista di qualità, davanti ad una difesa a quattro vedremmo bene un centrocampo sempre a quattro formato, da destra verso sinistra: Catania, D’Angelo, Angiulli e, a secondo dello stato di forma, Herrera o Bariti o Millesi.

In avanti, invece, si crea molto, ma si conclude poco rispetto alle occasioni procurati. Poi, da sottolineare, che non esiste un centravanti puro eccetto Biancolino. Il “pitone” non sempre è al top della forma un po’ per l’età avanzate ed un po’ per gli acciacchi fisici. Ciò vuol dire che non sempre può giocare titolare. È chiaro che il Biancolino di qualche anno fa sarebbe stato il partner ideale per Gigi Castaldo. L’ex Nocerina, sicuramente il più dotato tecnicamente della rosa allestita da Enzo De Vito, è un centravanti atipico, dedito più alla manovra, alla sponda ed all’assist che alla conclusione diretta. De Angelis e Lasagna, invece, sono sicuramente da considerarsi delle punte esterne.

In definitiva, il parco attaccanti non è male, ma andrebbe integrato con un centravanti di ruolo di una certa caratura, da utilizzare, in alternativa con Biancolino ed al fianco di Castaldo, soprattutto nei match interni. Infatti, nelle gare esterne, a seconda delle caratteristiche degli avversari, possono essere schierati giocatori più bravi in fase di ripartenza.

Riepilogando, questo primo scorcio di stagione ha raccontato di un Avellino discreto, ma non in grado di lottare per il primo posto. Appare importante che il tecnico degli irpini si renda conto che, attualmente, l’unico modulo utilizzabile in mediana è quello a quattro.  Per fare il salto di qualità, poi, appare necessario che la dirigenza acquisti, in ordine di importanza, un centrocampista, un difensore centrale, un ariete d’area e, se non migliora il rendimento del duo Bittante-Zappacosta, anche un terzino destro. Ora, quel che conta, è non scendere dal treno delle prime e, quindi, fare almeno quattro punti nelle partite contro Gubbio e Latina.