L’Avellino fa regali di Natale e il Latina ringrazia

Domenica 02 Dicembre 2012 18:27 Red.
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AVELLINO-LATINA 1-1

Marcatori: 30’ pt Castaldo, 29’ st Cafiero.

Avellino-Latina, una fase di giocoAVELLINO (4-4-1-1): Fumagalli, Zappacosta, Fabbro, Izzo (24’ pt Giosa), Pezzella (27’ st Bittante), Catania (7’ st Bariti), D’Angelo, Massimo, Angiulli, Herrera, Castaldo. A disposizione: Napolitano, Panatti, Millesi, Biancolino. Allenatore: Rastelli.

LATINA (4-5-1): Bindi, Bruscagin, Cottafava, De Giosa, Giacomini (17’ st Cafiero), Agodirin (12’ st Pagliaroli), Sacilotto, Cejas, Gerbo (44’ st Ricciardi), Angelilli, Tulli. A disposizione: Ioime, Casale, Burrai, Tortolano. Allenatore: Pecchia.

Arbitro: Saia di Palermo. Guardalinee: Chiocchi di Foligno e Mercante di Agrigento.

Ammoniti: Fabbro, Izzo, Catania, Angiulli, Angelilli, Giacomini.

Espulsi: 39’ pt Angelilli, 48’ pt Pecchia (allenatore del Latina), 48’ st Fabbro.

Recuperi: 3’più 4’.

AVELLINO – L'Avellino in vena di regali di Natale getta alle ortiche una clamorosa occasione per incamerare la seconda vittoria consecutiva casalinga e rimane al quinto posto in classifica con venti punti. Il Latina dell’ex giocatore biancoverde Pecchia ringrazia e riesce con il minimo sforzo a pareggiare pur giocando il finale del primo tempo e tutto il secondo con un uomo in meno.

Primi dieci minuti di studio, poi è Tulli, al 10', a spaventare Fumagalli con una mezza girata alta sulla traversa. Al 18', su un cross dalla destra di Angiulli, Castaldo colpisce di testa e manda a lato. Dopo un'altra occasione di marca neroazzurra, i lupi vanno a rete con Castaldo che sfrutta un bel cross dal centro destra e, con un tocco morbido, batte Bindi. Al 39' il Latina rimane in dieci per l'espulsione di Angelilli. Nel recupero del primo tempo, fuori anche l'allenatore dei laziali, Pecchia.

La ripresa si apre con i padroni di casa subito avanti intenzionati a chiudere la gara ma sciupano due clamorose occasioni per chiudere i conti. La prima con D'Angelo (traversa) e la seconda con Bariti, nel frattempo subentrato a Catania, che manda alto da due passi ed a porta vuota.

Al 29' inesorabile arriva il pareggio con Cafiero che colpisce tutto solo in area di rigore sugli sviluppi di un calcio d'angolo e beffa Fumagalli che battezza la palla fuori: palo interno e palla in fondo al sacco. Al 34' il Latina sfiora il clamoroso sorpasso, ma Fumagalli ci mette i guanti due volte. Poi, sotto una pioggia battente, non accade più nulla. Alla fine, fischi copiosi per l'Avellino che, ancora una volta, non ha saputo gestire un vantaggio che sembrava definitivo.

Nel dopo partita il primo pensiero di Pecchia va al suo ex pubblico che l’ha applaudito al momento del suo rientro nello spogliatoio dopo l’espulsione: “Per me è grossa emozione ritrovarmi qui: in questi luoghi sono cresciuto. Per quanto riguarda la gara dico che è stata condizionata dal terreno e da quell’espulsione dubbia, a dir poco affrettata. È vero che l’Avellino avrebbe potuto in più d’una occasione segnare ancora, ma ai miei uomini va riconosciuto il merito di averci creduto e di aver giocato con determinazione fino alla fine”.

Sul fronte Avellino, richiesto di spiegare qual è la causa di queste continue distrazioni difensive, l’allenatore Rastelli precisa: “È un dato di fatto. Non so se definirla mancanza di esperienza o grossa lacuna. Nei momenti topici della gara non siamo in grado di mettere in campo quella giusta cattiveria agonistica che ci consenta di chiudere la gara. Dovevano essere in vantaggio di quattro, cinque gol, invece stiamo qui a commentare l’1-1. Nel calcio succede”.