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    04/08/2020

La replica/Circelli: «Lo dò io l’ultimatum a Izzo e ai suoi amici»

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Nicola CircelliAVELLINO – “Premesso che io non avuto l’indirizzo del notaio, nessuna Pec, non ho avuto l’orario, più che l’orario non ho avuto l’indirizzo e una convocazione ufficiale, premesso che dopo questa comunicazione che ha fatto a mezzo stampa, il signor Izzo e i suoi soci stanno a Napoli ad aspettare dal notaio: io non so ancora dov’è l’indirizzo e dov’è il  numero. Premesso che gli ho fatto io una Pec nel dire: prima che si va dal notaio cortesemente mi dici prima come me li vuoi dare, per secondo una liberatoria da parte di Di Matteo perché Di Matteo ha dichiarato che l’unica garanzia l’ha avuta da me, non l’ha avuta da lui. Lui al posto di rispondermi a questa Pec mi risponde che loro si trovano nell’impossibilità di dare seguito alla sottoscrizione del passaggio delle quote, e poi stanno sotto lo studio a Napoli. Ditemi voi se questa è una persona secondo me normale o meno, per me no”.

È quanto dichiarato da Nicola Circelli, amministratore unico dell’Us Avellino, nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio alla stadio Partenio-Lombardi in risposta alle affermazioni del presidente Luigi Izzo in merito alla cessione delle quote societarie.

“Io faccio l’imprenditore e, se mi muovo, essendo una persona seria, pulita, e non ho  mai fatto querele né ricevute da nessuno, se sono venuto qua, ho un’idea, avevo un’idea e non sono un improvvisato. Ho sempre dichiarato che se l’investimento lo faccio, lo faccio insieme agli altri perché non ho la forza di farlo da solo. Io sono amministratore di una società, di due società di cui non proprietario, ma sono proprietari i miei familiari. Quando io sono entrato nel mondo del calcio  un po’ più importante come quello di Campobasso, avendo a che fare con determinate persone che ho scoperto dopo, ho preferito tenere fuori quelli che sono gli affari di famiglia e liberarmi di tutti quelli che potevano essere i miei, tra virgolette, beni, dandoli alla famiglia, restando solo amministratore. Questa cosa non è un qualcosa che conviene solo a chi fa calcio, ma un qualcosa che conviene anche alla società di calcio che queste persone gestiscono in quanto l’ultimo esempio l’avete avuto proprio quest’anno con la Sidigas: non è detto che con le squadre falliscono le aziende come non è detto che con le aziende falliscono le squadre. Quindi, questa cosa qua dovrebbe essere una garanzia, poi è normale che, andando avanti e lavorando, siamo soggetti a critiche od applausi in base a quello che uno fa”.

“Siccome io sono una persona che ci mette la faccia – ha ancora dichiarato Circelli parlando di Izzo – in questi giorni l’ho lasciato fare, dando una credibilità di un super industriale, un super imprenditore che ai fatti a me, ad oggi, non ha dimostrato e non credo abbia la forza di dimostrarlo, io non solo sono stato in silenzio, ma nello stesso tempo, essendo io l’amministratore unico di questa società, quindi unico responsabile economicamente, penalmente e civilmente, dovevo comunque pensare a risolvere la situazione. Detto questo vi anticipo che io ho pensato agli  stipendi che si devono pagare venerdì: io pretendo che il signor Luigi Izzo ed i suoi amici, Renato De Lucia e non ricordo il nome dell’altro…Autorino, che domani – e lo dò io l’ultimatum – nella giornata di domani, entro mezzogiorno, devono mettere la quota di centocinquantamila euro, che è la loro quota-parte, cinquanta per cento, per garantire gli stipendi alla nostra squadra. Questo vuol dire essere seri, imprenditori, industriali, e non fare chiacchiere come fino adesso ha fatto”-

E ancora: “È normale che è mio interesse che la società vada avanti, che la società non abbia problemi, che la squadra da oggi in poi sia lasciata in pace, tranquilla per cercare iniziare a fare le cose come vanno fatte nelle società di calcio. Vorrei aggiungere che tutte le persone che non sono né autorizzate da me né tanto meno hanno degli accordi da questa sera uscissero dallo stadio, a partire da Martone e quelli che lui ha chiamato che non hanno alcun contratto. L’unico responsabile sono io ed intendo farla rispettare questa cosa”.

Aggiornamento del 10 febbraio 2020, ore 21.04 - Dimissioni di Aniello Martone da dirigente dell'Us Avellino - Ritengo che la dignità ed il rispetto per i tifosi e, in generale, della piazza di Avellino vengano prima di ogni aspetto professionale. Pertanto, viste le dichiarazioni dell’amministratore unico, rassegno le dimissioni da dirigente dell’Us Avellino 1912.

Aggiornamento del 10 febbraio 2020, ore 21.06 - Dimissioni presidente Luigi Izzo - Si apprende delle dimissioni da presidente dell'Us Avellino di Luigi Izzo che le ha annunicate nel corso di una trasmissione di una emittente televisiva locale.

 

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