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    21/10/2020

Arriva la Juve Stabia, Braglia: «In campo con umiltà, pronti a vendere cara la pelle»

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L'allenatore dell'Avellino BragliaAVELLINO – “Ci stiamo preparando come penso lo faranno loro. Per adesso non abbiamo problemi di nessun genere a parte il ragazzino, Errico. Gli altri stanno più o meno bene, poi si tratterà di scegliere quelli più adatti a questo tipo di partita. Con la Juve Stabia ci sono stato quattro anni, a parte un mese e mezzo in cui sono andato a casa; c’ho ricordi piacevoli, non potrò fare altro che ringraziare sempre tutti, le persone che conosco lì dentro che con me son stati sempre tutti gentilissimi, dai tifosi ai dirigenti me li ricordo con piacere. Io faccio questo di lavoro: ora sono ad Avellino e devo pensare all’Avellino”.

Va subito al sodo il tecnico dell’Avellino Piero Braglia presentando la gara con la sua ex squadra, valevole per quinta giornata di campionato Lega pro, girone C, in programma lunedì sera, alle ore 21:00, allo stadio Partenio-Lombardi.

“Bisogna accettare il calendario per com’è, giocare, lavorare, cercare di fare risultato il più possibile. Abbiamo, secondo me, una rosa competitiva, è inutile crearsi tanti problemi.  Fino alla sesta, ottava giornata non si può giudicare una squadra né il campionato che andrà a fare: questo lo dico per l’Avellino, lo dico per le altre squadre impegnate in questo campionato. Credo che i valori verranno fuori dopo l’ottava giornata perché abbiamo bisogno tutti di giocare, di conoscersi. Io credo – sottolinea ancora Braglia – che l’Avellino, per come l’abbiamo voluta costruire io e il direttore, sia una squadra, per ora sono molto contento di quello che mi stanno dando i ragazzi, devono essere bravi a capire anche il momento, noi dobbiamo essere umili, dobbiamo lavorare. L’ho anche detto finita la partita di Palermo: qui è inutile iniziare a crearsi degli obiettivi alla seconda giornata di campionato, non funziona così. I campionati li vinci da marzo, aprile: se sei lì te la giochi, se sei staccato incominci a pensare di fare i play-off, se sei sotto i play-off pensi a guardarti le spalle se no ti tirano nel gruppone che deve retrocedere. Perciò, noi non dobbiamo parlare, dobbiamo far parlare il campo, lavorare, stare zitti. Io dico che ci sono sette, otto squadre che sono di pari valore a noi: ce la giocheremo, quello è poco ma sicuro. Siamo un gruppo che siamo bravi a vendere cara la pelle. I conti li facciamo alla fine, è inutile parlare adesso. Andiamo avanti e vediamo partita per partita”.

 

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