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    21/10/2017

Sipari aperti/Al Gesualdo in scena Orchidee

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli4_orchidee.jpgAVELLINO – Sarà Orchidee di Pippo Delbono,  sabato prossimo alle ore 21, il primo spettacolo in scena al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, programmato da “Sipari aperti - Festival degli altri mondi”. L’iniziativa, che fino al 31 ottobre avrà sede nel “massimo” cittadino, è promossa dall’assessorato alle Politiche culturali del Comune di Avellino e realizzata attraverso la produzione esecutiva della Fondazione Campania dei Festival grazie al sostegno economico della Regione Campania.

Dopo l’entusiasmante inaugurazione con il percorso itinerante proposto dall’evento interdisciplinare Paesaggi Contemporanei, ideato e realizzato da Pino Di Buduo per il Teatro Potlach che ha coinvolto (tra attori e musicisti) oltre 50 artisti del territorio,  adesso il Teatro Gesualdo apre la sua scena ed accoglie uno degli spettacoli più amati ed applauditi della passata stagione.

Si tratta di Orchidee di Pippo Delbono, autore, regista ed anche interprete di un’opera corale, tra i lavori più emozionanti e commoventi della sua produzione artistica: uno spettacolo che – si legge in una nota – è la sintesi di un dolore, di un grande vuoto, “della necessità di fermare il tempo – citando il grande artista italiano -  questo tempo confuso dove ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti”.

In scena insieme a Pippo Delbono c’è una compagnia numerosa, di attori di più generazioni, formata da Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella.

“In Orchidee – sottolinea l’artista – c'è, come in tutti i miei spettacoli,  il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio della mia compagnia e delle persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo. Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti...”. Aleggia nello spettacolo la sensazione di aver perduto qualcosa per sempre: la fede politica, umana, spirituale. In effetti Orchidee nasce da una perdita, come rivela l’autore e regista, “da un grande vuoto che mi ha lasciato mia madre quando è partita per sempre. Mia madre che dopo i conflitti, le separazioni, avevo rincontrato per ridiventare amici. Io, un po’ più grande e un po’ più saggio, lei vecchia ritornata un po’ più bambina. E così il vuoto. Il sentirsi non più figlio di nessuno. Il vuoto dell'amore. Orchidee raccoglie anche tanti altri abbandoni. Il vuoto che viviamo nella cultura, nell'essere artisti perduti, ma parla anche del bisogno vitale di riempire questi vuoti, di ricercare ancora, altre madri, altri padri, altra vita, altre storie”.

La compagnia teatrale di Pippo Delbono è una formazione atipica, sia per la sua composizione, sia per il teatro che porta in scena. L’attore, autore e regista nasce artisticamente nell’Accademia d’arte drammatica di Genova, ma la sua passione è tra le persone, tra la gente, anche della strada: a loro si ispira ed è con loro che collabora. Sua cifra di stile è l’attenzione agli ultimi, alcuni dei quali recitano, ormai da anni, con lui. Lo spettacolo è ad ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria). Info: tel. 0825 771620 www.teatrogesualdoavellino.it o nella sezione dedicata di www.fondazionecampaniadeifestival.it

 

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