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    18/11/2017

D’Autuno/Al Cimarosa la prima dell’Elogio della lentezza del maestro Cresta

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli4_cons_autun.jpgAVELLINO – Un viaggio in musica lungo tre secoli, scandito dal suono del violoncello e le musiche di Elgar e Tchaikovsky e una prima assoluta del maestro Gianvincenzo Cresta che presenterà al pubblico di Avellino l’«Elogio della lentezza», sua nuova composizione. Domani, venerdì 20 ottobre, nella rinnovata location dell’auditorium «Vitale» di Piazza Castello, capace di ospitare fino a 400 spettatori, andrà in scena «Il violoncello virtuoso – dall’800 all’era moderna», concerto per violoncello di Silvano Fusco e l’orchestra del Conservatorio «Cimarosa» diretta dal maestro Massimo Testa sulle melodie di Elgar, Cresta e Tchaikovsky.

«Il violoncello virtuoso – Dall’800 all’era moderna» è il quinto appuntamento della nuova rassegna concertistica «D’Autunno – Concerti d’autore al Cimarosa» immaginata dal Conservatorio di Avellino, presieduto da Luca Cipriano e diretto da Carmine Santaniello, per omaggiare la grande musica classica in tutte le sue declinazione, in un viaggio lungo tre secoli che vedrà come protagonisti i docenti e gli allievi dell’Istituto di Alta formazione musicale esibirsi sul palcoscenico dell’auditorium «Vitale».

Il programma della serata – si legge in un comunicato – si svilupperà attorno alle note della «Serenata op. 20 per orchestra d’archi» Allegro piacevole – Larghetto – Allegretto di Edward Elgar per proseguire, appunto, con l’«Elogio della lentezza» composizione per violoncello, orchestra d’archi, flauto, clarinetto e percussioni del maestro Gianvincenzo Cresta che sarà presentata in prima assoluta al pubblico del «Cimarosa» e si concluderà con le «Variazioni su un tema Rococò op. 33 per violoncello e orchestra» di Pyotr Ilyich Tchaikovsky.

«L’elogio della lentezza è il primo di un ciclo di elogi a cui lavorerò nei prossimi mesi. L’idea è, appunto, “elogiare” ciò che comunemente è considerato un disvalore. I tempi odierni sono tempi di voracità e bulimia, l’orizzonte non è misura dell’infinito, ma spazio d’immediatezza – spiega il maestro Gianvincenzo Cresta – E allora ho voluto riflettere sull’esperienza della lentezza intesa come opportunità di comprendere il mondo fuori e dentro del sé, attraverso uno sguardo in senso orizzontale e in senso verticale. Ciò può avvenire soltanto se accettiamo la lentezza come un valore».

«Memoria, velocità e lentezza hanno una funzione formale e spesso si compenetrano l’una nell’altra: ciò che esternamente appare rapido è internamente statico e viceversa. Oggetti musicali tornano lanciando ponti rivolti all’indietro in un continuo gioco di rimandi. Figure circolari, che nel loro vorticoso girare, esprimono fissità anziché divenire. Insomma – conclude Cresta – non sempre

ciò che si mostra veloce è davvero tale: in realtà vi è una lentezza nella velocità e una velocità nella

lentezza».

Nel corso della serata, il foyer dell’Auditorium ospiterà l’installazione multimodale interattiva dal titolo «L’acqua non è suono» di Giuseppe Bergamino, Marco Cucciniello, Giuseppe Imbimbo e Armando Santaniello, allievi del Dipartimento di Musica Elettronica e Nuove tecnologie. Un progetto curato dal maestro Alba Francesca Battista.

Il concerto «Il violoncello virtuoso – Dall’800 all’era moderna» in programma venerdì 20 ottobre, alle ore 21, è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni telefonare al numero 0825/30622.

 

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