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    18/11/2017

Sipari aperti, al Gesualdo in scena Enfatastique

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli4_enfatastique.jpgAVELLINO – Sarà “Enfatastique” di Giovanni Savino il primo appuntamento in scena programmato per domani, alle ore 17:00, al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, da “Sipari aperti - Festival degli altri mondi”. Con gli artisti circensi Marco Riccio, Ciro Grimaldi, Antonio Bosso, Michelangelo Ravone, con la voce e chitarra di Pietro Esposito, la break dance Mario Di Matola, Marco Ravone e la  danza aerea ed i tessuti di Sara Lotta e Caterina Spezzaferri.

“Enfatastique” – si legge in una nota – è la storia di un giovane clown costretto a lasciare la propria terra per arrivare in Europa: porterà con sé nella sua valigia gli strumenti della felicità fatti di colori e musica, di nasi rossi e fiori. Incontrerà altri emarginati che, come lui in strada, provano a sbarcare il lunario facendo i conti con ordini e regole tali da reprimere la bellezza: quella che, invece, potrebbe salvare il mondo. Durante il viaggio senza ritorno il clown farà amicizia col giovane Carlo, dotato al punto da tenere in equilibrio sul mento qualsiasi oggetto.

A fare da contorno c’è il ricordo d’amore tra il giovane clown e la bella danzatrice, lasciata in terra natale, che appare nei momenti di sconforto sul palcoscenico della mente volteggiando oniricamente in aria.  Enfatastique è la difesa dell’infanzia, del diritto alla felicità, della bellezza, della semplicità; è il viaggio come metafora della vita, fatta di disavventura ma anche di meravigliose scoperte. Performance di parkour, tessuti aerei, teatro circo, clownerie, giocoleria, trampoleria, break dance, pantomima, musica e voce dal vivo saranno gli elementi di uno spettacolo che ha ancora la presunzione di credere nella bellezza dell’uomo.

La cooperativa sociale onlus Il Tappeto di Iqbal opera a Napoli sul territorio della VI Municipalità ormai da anni, promuovendo attività per la riappropriazione degli spazi pubblici e l’educazione ad una cittadinanza attiva, contro la dispersione scolastica. La metodologia educativa fa dell’arte e del gioco canali preferenziali per lo sviluppo dell’apprendimento e di una sana formazione psico-fisica del minore; per veicolare valori positivi di solidarietà, che possano essere alternativi a quelli appresi “per strada” (violenza, predominanza del più forte ed ingiustizia).

Ad ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria).

 

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