Fidejussione o wild card, si decide il destino della Scandone

Domenica 01 Settembre 2019 17:49 Franco Marra
Stampa

Gianandrea De CesareAVELLINO – Dopo settimane di inutile attesa, di silenzi e di annunci ai quali non sono seguiti i fatti, siamo arrivati alla fatidica ora “x”, al momento della verità per le sorti della Scandone. Entro le ore 12 di lunedì 2 settembre, infatti, bisognerà presentare una fidejussione da 40.000 euro per poter essere iscritti alla serie B di pallacanestro. Ed a questo dovrà provvedere De Cesare con la sua Sidigas perché l’ingegnere sembra intenzionato a portare avanti la Scandone, dopo che nei giorni scorsi si era diffusa la voce di un disimpegno e di una conseguente messa in liquidazione.

Ma non sarà facile andare avanti e programmare la stagione perché, oltre a dover presentare la fidejussione o un deposito cauzionale, bisognerà poi trovare accordi di rateizzazione con i creditori, dando la precedenza ai tesserati, che potrebbero bloccare l’operatività del club. In settimana il presidente Mauriello ha parlato di circa un milione che servirebbero per far fronte alle richieste degli atleti, dello staff e dei procuratori. Una situazione per nulla agevole da affrontare. Nella tifoseria biancoverde c’è divisione fra chi vuole che la Scandone continui ad esistere con la sua matricola 000204, anche con un futuro a rischio, e chi invece preferirebbe che fosse concessa una wild card ad un’altra società avellinese, il Basket Club Irpinia, che potrebbe ricominciare a scrivere la storia della pallacanestro irpina.

Il destino della Scandone è comunque nelle mani dell’ingegnere De Cesare perché solo una sua rinuncia porterebbe alla richiesta della wild card da parte del sindaco Gianluca Festa, da assegnare poi al Basket Club Irpinia. Dopo mesi di chiacchiere, ora siamo al redde rationem, all’ultima puntata della triste telenovela che ha mortificato la tifoseria e la città per l’intera estate. Poche ore ancora e sapremo quale sarà il destino della Scandone: la prosecuzione dell’attività dopo la doppia autoretrocessione, seppure con tante difficoltà da superare, oppure la chiusura dell’attività dopo 71 anni di storia del sodalizio biancoverde e la possibilità di ricominciare con un altro club.