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    15/12/2017

Acs, chiesta dal comitato Laudato si' la nomina di un commissario

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_acs_1.jpgAVELLINO – Dalla enciclica "Laudato Si’": "L'acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l'esercizio degli altri diritti umani".

Questo drammatico allarme lanciato da Papa Francesco deve essere ascoltato, raccolto e trasformato in azione da parte delle popolazioni e dei loro rappresentanti istituzionali. Noi irpini – si legge in un comunicato del comitato “Laudato si’” di Avellino – abbiamo una grande responsabilità perché nel nostro territorio si trova il più grande bacino idrico del Mezzogiorno e tocca a noi essere in prima linea nello sventare le manovre per aggirare l'esito del referendum: sono in atto miseri tentativi di consegnare questo bene prezioso nelle mani delle multinazionali.

La siccità che ha colpito l’intero Paese, con numerose regioni costrette a chiedere lo stato di calamità, evidenzia le ragioni e la lungimiranza dei comitati e di quanti hanno sempre sostenuto la gestione pubblica dei servizi idrici. Se si fosse recuperato anche solo il 10% delle perdite idriche i cittadini non avrebbero avvertito, nonostante la siccità, alcun disagio. In Irpinia si sta tentando di fare l’aggregazione con la Gesesa, società di Acea: quale futuro ci possiamo aspettare? Il disegno è quello di esautorare gli enti locali, aggregare la gestione del ciclo integrato dell'acqua, a partire dal controllo delle sorgenti dell'intero Mezzogiorno e svendere il tutto ad una multiutility dominata dalle multinazionali Suez e Veolia S.p.a.

Il primo passo, per quanto ci riguarda, è il progetto di assorbimento dell'Alto Calore e della beneventana Gesesa da parte dell'Acquedotto pugliese (Aqp), già controllato, attraverso un sistema di scatole cinesi, dalla Suez. Come dimostra l’esperienza, per gli utenti e per le amministrazioni locali sarebbe un disastro: aumento dei costi e delle tariffe e la  scarsa manutenzione degli impianti. Un ruolo fondamentale spetta ai sindaci irpini e sanniti per superare diversità partitiche e mettersi unitariamente alla testa di un movimento pacifico con chiari pronunciamenti formali dei Consigli comunali. La difesa della gestione pubblica dell'acqua non deve significare difesa dell'esistente!

Se dovesse continuare la mala gestione dell'Alto Calore (enorme indebitamento, rete idrica colabrodo, “tolleranza” degli allacciamenti abusivi) sarebbe facile gioco convincere la pubblica opinione che solo una gestione privata può portare al risanamento. Ed allora sarebbero lacrime e sangue per i dipendenti di Alto Calore Servizi che verrebbero falcidiati (vedi Alitalia) e per gli utenti, che sarebbero costretti a sopportare i costi del "risanamento" senza alcun miglioramento del servizio (vedi il caso di Poste italiane). La difesa dell'acqua pubblica sarà tanto più forte quanto più sarà connessa ad un progetto di riforma che liberi l'ente gestore dalle politiche clientelari dei partiti e dalla gestione incontrollata di chi si professa “manager” ma nei fatti, da oltre 4anni, ha dimostrato tutta l'incapacità non riuscendo a risolvere nessuno dei problemi che affliggono il settore idrico.

Di quanto affermato ne è prova evidente la totale chiusura dei vertici di Alto Calore Servizi, nonostante l’impegno di amministratori e rappresentanti delle organizzazioni sindacali, sia Rsu che provinciali, i quali sono, di fatto, esclusi da ogni possibile processo in atto riguardante il futuro dei lavoratori e le “strategie” aziendali. È ora di dire: basta! Chi non è capace di guidare un ente salvaguardando gli interessi della comunità vada a casa, faccia altro, prima di arrecare ulteriori danni.

Il comitato Laudato si’ chiede ai sindaci, soci di Acs, al prefetto di Avellino, ai rappresentanti delle oo. ss. di intervenire affinché venga nominato con urgenza un commissario per gestire e guidare la società Alto Calore Servizi, azienda che ad oggi continua una politica clientelare e di sprechi, con convenzioni ed incarichi esterni, ignorando e mortificando le numerose professionalità presenti in organico e, soprattutto, con una situazione economica disastrosa, allo stato attuale resa insanabile, come dimostrano i mancati pagamenti degli ultimi mesi ai lavoratori e ai fornitori.

 

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