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    16/12/2017

Sport, salute e sicurezza: più controlli e rispetto dei ruoli

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Il vescovo Aiello durante il suo interventoAVELLINO – «Una vertenza per aumentare i controlli di medicina sportiva e garantire a tutti gli atleti dilettantistici il diritto alla salute». La proposta è di Giuseppe Saviano, delegato provinciale del Coni, relatore alla tavola rotonda sul tema «La certificazione medica: la responsabilità dei presidenti delle Associazioni sportive dilettantistiche (Asd)» promossa, sabato scorso 7 ottobre, dall’Ordine dei medici e chirurghi e dall’Associazione medico-sportiva dilettantistica (Amsd) di Avellino. Nella sala conferenze del «Viva Hotel» di Avellino Saviano lancia un’altra idea: «Stiliamo un manifesto per implementare gli standard di sicurezza e innalzare il livello di legalità in ogni disciplina».

Al convegno anche il vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello, che citando Sant’Ireneo di Lione - «Gloria Dei, homo vivens» - sottolinea il valore e l’importanza dell’attività sportiva la vita dell’uomo. «La Chiesa – ricorda il prelato – da oltre duemila anni porta avanti e sostiene i principi dello sport. E tutto quanto attiene alla dimensione ludica rientra nella gloria del Signore. Dunque – dice rivolto alla vasta platea – svolgere al meglio questo spazio serve a ritemprare l’uomo prima di tornare alla quotidianità».

Al tavolo, insieme a Saviano – moderati dal capo della redazione di Avellino del «Mattino» Generoso Picone – Vincenzo Russo, vicepresidente della Federazione medico sportiva italiana, Cristian D’Ovidio, professore di Medicina legale all’Università di Chieti–Pescara, Giovan Francesco Fiore, magistrato presso il Tribunale di Avellino, Bruno Iovino, consigliere del direttivo dell’Associazione italiana direttori sportivi, e Andrea Vecchione, segretario del comitato regionale della Lega nazionale dilettanti. «Le associazioni sportive dilettantistiche sono garanti della salute dei tesserati – sottolinea Fiore – ma è importante che ognuno faccia la sua parte. Bisogna essere più incisivi e rigorosi nei controlli amministrativi – prosegue il magistrato – evitando che ogni caso finisca in tribunale o che si arrivi a tragici epiloghi prima di agire. Non è soltanto con le sanzioni o le costrizioni che si raggiungono risultati è importante diffondere conoscenza e attivare un processo di crescita culturale. Come magistrato – conclude Fiore – sono grato ai medici sportivi per tutti quei casi, che grazie al loro impegno, non approdano in aula».

In collaborazione con Scuola regionale dello sport, comitato regionale e delegazione provinciale del Coni, ufficio provinciale del ministero della Pubblica istruzione e Lega nazionale dilettanti, il convegno si è aperto con i saluti del presidente dell’Ordine dei medici di Avellino, Giuseppe Rosato, e l’introduzione del presidente provinciale dell’Amsd, Rizziero Ronconi. «Negli ultimi anni – spiega Ronconi – abbiamo assistito troppe volte a morti improvvise di giovani sportivi, principalmente tra chi svolge attività saltuaria o dilettantistica. La probabilità di morte improvvisa, infatti, non può essere sempre diagnosticata. Alla base di queste morti possono esserci dei fattori ereditari e dei fattori acquisiti. Mentre sui primi la possibilità di diagnosi è maggiore, sui secondi le difficoltà sono ancora molte. Una delle cause di morte improvvisa negli sportivi sono le malattie genetiche a elevato rischio aritmico. Dunque – conclude il presidente Amsd – l’informazione e la prevenzione assumono un valore fondamentale».

Nella prima sessione, lezioni magistrali su «La tutela sanitaria nello svolgimento dell’attività sportiva: profili normativi» di Gennaro Buonfiglio, presidente del consiglio regionale della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), e su «La tutela sanitaria nello svolgimento dell’attività sportiva: la responsabilità civile e penale» di Benedetto Vittorio De Maio, avvocato penalista. A seguire, Alessandro Biffi, direttore medico dello staff «Ferrari Formula 1» e responsabile di cardiologia all’Istituto di medicina e scienza dello sport del Coni, su «Le cause di morte improvvisa», e di Giuseppe Di Nuzzo, neurochirurgo dell’Azienda ospedaliera «Rummo» di Benevento, su «La concussione cerebrale: perché sospendere l’attività». Infine, presentazione del primo soccorso sportivo defibrillato con esercitazioni pratiche da parte di Gabriele Ferrante e Pasqualino Molinario, medici sportivi istruttori della Fmsi.

 

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