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    19/11/2017

Certificazioni Ata e titoli abilitativi, Giordano interroga il ministro Fedeli

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Valeria FedeliROMA –  Questo il testo dell’interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli dal parlamentare avellinese di Sinistra italiana Giancarlo Giordano:

Al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Per sapere, premesso che:

- È stato pubblicato il decreto del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che indice la procedura per aggiornare gli elenchi di cui si sono disponibili i modelli di domanda (D1, D2 e D4), che dovevano essere presentati entro il 30 ottobre 2017;

-  il bando Ata 2017 fa riferimento al rinnovo delle graduatorie di terza fascia del personale Ata per il triennio scolastico 2017 – 2020 ed è rivolto agli aspiranti che desiderino conseguire contratti a tempo determinato nelle scuole italiane svolgendo ruoli Ausiliari, Tecnici e Amministrativi (personale non docente);

-  la nota trasmissione televisiva “Striscia la notizia” del 30 ottobre 2017 ha trasmesso un servizio informativo, curato da Luca Abete, relativo a una vera e propria vendita di titoli di accesso e culturali per consentire agli aspiranti privi di titolo l’accesso nonché l’incremento del punteggio in maniera illegale;

-  l’azione illecita, documentata dal vivo attraverso delle riprese video personali, era organizzata da un sindacalista che prometteva ai potenziali concorrenti di ottenere diplomi di qualifica triennale, attestati “Eipass” e similari, dietro corrispettivo di un vero e proprio tariffario, senza alcuna frequentazione didattica e svolgimento di esami in merito, verosimilmente con la complicità di istituti e centri di formazione professionale;

-  il riprovevole fatto di cronaca, rispetto al  quale è giusto attendere gli eventuali sviluppi, non è da circoscrivere a una episodicità e getta un’ombra inquietante sulla modalità di acquisizione di alcuni titoli, per l’accesso e l’incremento del punteggio per l’estrema facilità con cui si procurino false attestazioni e abilitazioni inficiando la stessa veridicità della costituzione delle graduatorie a partire dagli aventi titolo;

-  per verificare questo convincimento è sufficiente effettuare una ricerca di stampa oppure più semplicemente scorrere una semplice schermata web per leggere del reiterarsi e della diffusione di questo fenomeno illegale in tutto il Paese e che coinvolge una vera e propria filiera corruttiva, meravigliando per la sconcertante facilità con cui si acquisiscono titoli abilitativi scolastici e formativi illegittimi;


per quanto riportato in premessa si chiede al ministro in indirizzo:

quali iniziative urgenti intende attivare per garantire la correttezza e trasparenza della procedura di accesso alle graduatorie dell’anno 2017/20 inerenti la III fascia del personale Ata al fine di evitare le sperequazioni di fatto già prodottesi se dovessero essere confermate dall’inchiesta giudiziaria che determinati centri di formazione professionale hanno rilasciato titoli di accesso in cambio di un corrispettivo di denaro;

quali iniziative intende attivare al fine di contrastare il riprodursi di simili iniziative illegali e determinare una classificazione corrispondente ai canoni della correttezza, della trasparenza e della legittimità;

come si intende procedere, attraverso un circostanziato intervento di regolamentazione e normativo, per eliminare la diffusa pratica illegale delle certificazioni e dei titoli, che sono peraltro richiesti e regolamentati tramite decreti ministeriali di accompagnamento alle procedure di accesso alle graduatorie, introducendo severi elementi di controllo sugli istituti e i centri professionali abilitati ;

come si intende procedere per accertarsi  sulla reale corrispondenza dello svolgimento dei corsi che rilasciano tali certificazioni avvalendosi di verifiche incrociate più puntuali e metodiche mettendo in campo una sinergia di azioni da parte del ministero, in collaborazione con le Regioni, che hanno la potestà esclusiva in materia di formazione professionale, l’Agenzia delle entrate e l’Istituto nazionale previdenza sociale, al fine di verificare la reale corresponsione delle obbligazioni fiscali e previdenziali.

Giancarlo Giordano

 

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