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    19/11/2017

Manifesti inneggianti all’odio razziale, lettera al prefetto di sinistra ed associazioni

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_statua_di_carlo_ii_dasburgo_e_la_torre_dellorologio.jpgAVELLINO – Gruppi politici della sinistra ed associazioni insieme sulla questione delle scritte e manifesti neofascisti inneggianti all’odio razziale comparsi nel centro storico di Avellino. Con una lettera inviata al prefetto di Avellino, Maria Tirone, viene chiesta l’applicazione da parte del Comune di Avellino delle leggi n. 645/1952 e n. 205/1993 e dei regolamenti comunali relativi alle pubbliche affissioni (Regolamento n. 142/2002).

Questo il testo sottoscritto da Gruppo consiliare Si Può, Possibile-Comitato Anna Lindh, Sinistra Italiana, Articolo 1-Mdp, Partito della Rifondazione Comunista, Segreteria Gen. CdLT Cgil, Arci Avellino, Unione degli studenti, Don Tonino Bello, Libera:

Gentile  S.E. il prefetto, la nostra città sta vivendo una stagione di profonda decadenza etica e civile nella quale le povertà e lo smantellamento dello stato sociale hanno prodotto una pericolosa disgregazione del nostro tessuto comunitario. A questo si accompagna il declino dell’autorevolezza istituzionale che va a minare il patto di rappresentanza e di fiducia tra amministratori e cittadini.

La regressione sul terreno democratico, di cui anche l’amministrazione di Avellino è responsabile non attuando sistematicamente molte mozioni pure deliberate all’unanimità, lasciano all’inettitudine la guida di processi da governare, come la riproposta recrudescenza di atti xenofobi e discriminatori di matrice neo-fascista.

Qualche giorno fa il centro storico della nostra città è stato invaso da manifesti inneggianti all’odio razziale. La scritta “Negri Ebrei” è solo l’esito di una escalation che abbiamo denunciato ancora di recente, purtroppo,  quando ad essere violata è stata una scuola di Avellino sulle cui mura uno striscione ha offeso l’impegno libero e democratico dell’Unione degli studenti.  Giace inattuata da qualche anno la mozione presentata dal gruppo “Si Può” con la quale si chiede al sindaco di Avellino di attuare sul territorio comunale  adeguate misure di contrasto agli atteggiamenti antidemocratici e discriminatori di matrice neofascista, razzista e omofoba,  “dando disposizioni affinché vengano cancellate dal territorio comunale tutte le scritte e i simboli, nonché i manifesti inneggianti alla mitologia fascista; garantendo il rispetto della legalità e della vita democratica, attraverso azioni legali in caso di violazione dei regolamenti comunali relativi alle pubbliche affissioni (Regolamento n. 142/2002) e comminando sanzioni pecuniarie, anche con l’ordinanza sindacale n. 212/2012, nonché coordinandosi con il prefetto affinché vi sia una più severa applicazione delle leggi n. 645/1952 e n. 205/1993”.

Con la stessa mozione si è impegnato ancora il sindaco “a farsi carico del mantenimento della memoria storica della Resistenza e delle radici antifasciste della Repubblica italiana, devolvendo parte degli introiti provenienti dalle multe per affissione abusiva per la progettazione ed attuazione di iniziative sulla democrazia e la Costituzione in collaborazione con le scuole della città di ogni ordine e grado, nonché nei luoghi di aggregazione sociale, a sensibilizzare la cittadinanza sul tema dei nuovi fascismi, con particolare cura verso le fasce  giovani e vulnerabili della popolazione e a non autorizzare qualunque tipo di manifestazione sul territorio che presenti richiami all'ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa, di genere e di orientamento sessuale”.

A qualche anno dalla deliberazione, non è stato prodotto alcun esito, pertanto affidiamo a Lei non solo la nostra indignazione, ma la richiesta di intervenire da subito impegnando il sindaco e la giunta ad applicare la deliberazione consiliare, facendosi garante del rispetto dei principi costituzionali, del pluralismo  e delle regole istituzionali, affinché la città sia accompagnata in questo passaggio cupo verso una più dignitosa convivenza civica, interculturale e democratica.

 

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