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    22/09/2018

Salute delle piante e attività di ricerca, seminario ad Avellino sul regolamento Ue

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Pasquale Di RubboAVELLINO - “Regolamento Ue sulla salute delle piante”: questo il tema del seminario di studi che si è svolto presso l’auditorium dell’istituto tecnico agrario e per geometri “Francesco De Sanctis- Oscar D’Agostino” di Avellino. Ad aprire i lavori Ciro Picariello, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali, che ha evidenziato l’importanza del seminario incentrato sul nuovo regolamento fitosanitario adottato dal Parlamento europeo: “Un seminario per capire e discutere sullo stato dell’arte della nuova normativa dell’Unione europea su temi che sembrano così lontani, invece, riguardano quotidianamente la salute del verde delle piante e l’economia agricola”, ha detto Picariello. Contributo al convegno anche da parte del dirigente dell’istituto agrario Pietro Caterini.

A relazionare sul tema è stato Pasquale Di Rubbo, giovane irpino che, dopo essersi diplomato come perito agrario presso il prestigioso istituto agrario “De Sanctis” di Avellino, ha proseguito i suoi studi laureandosi in Agraria a Piacenza. Attualmente vive a Bruxelles e fa parte della Commissione europea Direzione generale Salute e sicurezza alimentare(Dg Sante)-Unità salute delle piante.

Di Rubbo ha spiegato come per l’Unione europea sia estremamente importante l’aspetto fitosanitario per la produzione vegetale, per il patrimonio forestale, per gli ecosistemi e la biodiversità. Il dibattito ha interessato nello specifico le nuove misure di prevenzione alle importazioni, i nuovi programmi di monitoraggio del territorio Ue e la necessità di azioni più efficaci e tempestive per le campagne di controllo di eventuali presenze di organismi nocivi da quarantena nel territorio comunitario. A tale riguardo sono stati presentati gli ultimi sviluppi della Xylella fastidiosa nel territorio dell’Unione europea, le attività di controllo in corso da parte della Commissione e gli Stati membri e i programmi di ricerca in merito. Particolare attenzione è stata posta sull’importanza di campagne di prevenzione e sensibilizzazione a tutti i livelli per prevenire eventuali introduzioni e diffusioni di organismi nocivi di questo tipo nel territorio Ue, al fine di poter salvaguardare il patrimonio agro-alimentare europeo, la biodiversità e l’economia dei territori.

“La sanità delle piante – ha spiegato Di Rubbo – è minacciata da specie dannose per le piante e per i prodotti vegetali i cui rischi di introduzione nel territorio dell'Unione sono aumentati a causa della globalizzazione degli scambi commerciali e dei cambiamenti climatici. Per contrastare tale minaccia è necessario adottare misure che consentano di determinare i rischi fitosanitari connessi ai suddetti organismi nocivi e di ridurli a un livello accettabile”.

Esempi attuali sono: il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus), coleottero che sta uccidendo migliaia di palme in tutta Italia; la temuta Xylella fastidiosa, un batterio che attacca l’olivo, proveniente dai paesi del continente americano, dove è stato a lungo confinato, in particolare negli Stati Uniti d’America, Messico, Costa Rica, Venezuela, Argentina, Brasile, Perù. Alla fine degli anni 2000 è stato segnalato anche in Italia con infestazioni a partire dagli oliveti del Salento occidentale e dell'entroterra di Gallipoli e che oggi hanno interessato una parte importante dell’olivicoltura storica salentina.

Anche l’Irpinia sta pagando a caro prezzo la globalizzazione con il cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu), una piccola vespa considerata una degli insetti più dannosi per il castagno. La specie è molto diffusa in Asia e negli Stati Uniti ed è arrivata in Irpinia ormai da qualche decennio, determinando gravissimi danni ai castagneti e all’economia castanicola locale.

 

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