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    15/12/2018

Tagli degli alberi, Cipriano: «Più programmazione, meno improvvisazione»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita9_alberi_ossig.jpgAVELLINO – Continua la strage silenziosa degli alberi attuata dall'amministrazione comunale di Avellino. Non sono bastate l'indignazione dei cittadini, le denunce delle associazioni  ambientaliste e dei comitati civici a fermare le motoseghe di Piazza del Popolo che tornano in azione sulla Bonatti. Avevamo sperato – si legge in una nota di Ossigeno – che agli alberi monumentali superstiti non toccasse la stessa sorte del pino e dei lecci abbattuti 15 giorni fa. Ed, invece, ci eravamo vanamente illusi. Quegli alberi, che circa 30 anni fa riuscirono a deviare il tracciato della Bonatti, oggi saranno trasformati in legna da ardere. Eppure, alla luce del vincolo che all'epoca salvò le piante dall'abbattimento qualche domanda occorrerebbe porsela.

Intanto, come mai gli alberi della Bonatti e le tante altre piante con valenza storica che si trovano in città, dai platani di viale Italia agli alberi della villa comunale e di villa Amendola, non sono mai state inserite dall'amministrazione comunale in un piano di tutela, come ad esempio l'elenco degli alberi monumentali tenuto dal ministero delle Politiche agricole? A tal proposito, esiste un censimento degli alberi in possesso dei requisiti per poter essere annoverati tra gli alberi monumentali? Sono mai stati censiti dal Comune? E ancora: a chi si affida l'ente di Piazza del Popolo per le perizie, esiste una convenzione con l'Ordine degli agronomi o vengono affidate, di volta in volta, a singoli professionisti? Siamo certi che l'abbattimento sia l'unica strada percorribile e che non sia possibile attivare cure o individuare percorsi conservativi, magari verificando con una controperizia l'esistenza di misure alternative per la salvaguardia degli alberi?

L'associazione Ossigeno stigmatizza la leggerezza con cui si sta procedendo in tema di verde pubblico in città, evidenziando, tra l'altro, come lo stesso iter amministrativo seguito presenti lacune non trascurabili: è stata coinvolta la commissione consiliare Ambiente prima di procedere ai tagli? È stato acquisito un parere della commissione in merito, trattandosi di alberi monumentali?

Gli interrogativi che oggi l'associazione solleva sono quelli che si pone la maggior parte dei cittadini, indignati da quanto si sta verificando. Molti di loro sollecitano un esposto alla Procura della Repubblica per far luce proprio sull'iter amministrativo attuato dal Comune.

“Sono indignato – osserva il presidente dell'associazione Ossigeno, Luca Cipriano – per la leggerezza con cui si demolisce il patrimonio verde della città, alberi monumentali con decenni di storia alle spalle. Demolire è troppo facile, oltre che profondamente sbagliato. Dove sta il piano del verde? Dove stanno i monitoraggi e le manutenzioni periodiche? Perché non si tutela invece di distruggere?  Serve un piano serio che metta attorno allo stesso tavolo Comune di Avellino, istituto agrario, Ordine degli agronomi, Università e associazioni ambientaliste. Un progetto vero e costante di monitoraggio e cura del verde pubblico in città”.

 

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