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    13/12/2018

Le ferrovie turistiche, verso la riapertura della Avellino-Rocchetta

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_avellino-rocchetta.jpgAVELLINO – Il 2018 si presenta, all’oggi, come l’anno del raggiungimento dell’obiettivo ragione sociale di InLocoMotivi: la riapertura della ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio come ferrovia turistica e bene culturale. Questo raggiunto obiettivo verrà festeggiato assieme ad A.Mo.Do., venerdì 23 marzo prossimo, a Milano, durante la conferenza “Fa’ la cosa giusta”, organizzata dalla Alleanza come inaugurazione della Primavera della mobilità dolce, programma di eventi dal 21 marzo al 21 giugno per la celebrazione di un modo diverso di muoversi, attraverso mezzi sostenibili e che valorizzino il territorio, santificato l’anno scorso dalla legge 128/2017 sulla istituzione e valorizzazione delle ferrovie turistiche. Alla conferenza del prossimo 23 marzo InLocoMotivi viene invitata a partecipare e a portare la propria esperienza come esempio. Questo ci da l’opportunità di ripercorrere le tappe dell’associazione dal 1 settembre 2009 ad oggi.

L’associazione – scrive in una nota il presidente Pietro Mitrione – ha attraversato quasi 10 anni di battaglie, partendo dall’ottenimento dei primi treni turistici in orario, al successo di un anno e mezzo di viaggi quasi sempre sold out, fino alla chiusura avvenuta nel dicembre 2010 per scelte politiche avverse. Da questo riparte, l’associazione, lavorando su un doppio fronte, quello della divulgazione, della comunicazione, al fine di allargare la base di conoscenti e interessati, di persone che in seguito hanno condiviso battaglia e progetto, e l’altro fronte quello del lavoro di retroguardia, di studio ed affiancamento delle istituzioni nel percorso di rivalutazione della ferrovia come bene culturale con vocazione turistica. E così, grazie ad un lavoro costante e a persone illuminate incontrate sul nostro cammino, nel 2016 abbiamo ottenuto la dichiarazione di bene di interesse culturale architettonico e paesaggistico (la Avellino-Rocchetta Sant’Antonio è la prima tratta ferroviaria vincolata per intero come bene architettonico e paesaggistico) e nel 2017, con la legge di Stato n. 128, l’inserimento ufficiale della tratta irpina nelle ferrovie turistiche.

Ufficialmente da novembre 2017 si è stipulato un protocollo di intesa tra ministero dei Beni e le attività culturali e del turismo, Regione Campania, Fondazione FS, e Comuni irpini della tratta al fine di tutelare e valorizzare la ferrovia e il territorio irpino a cui essa appartiene. Con l’aiuto della Regione Campania e di Fondazione FS, con la sua guida illuminata, da qualche mese si provvede alla pulitura e rimessa in pristino dei binari e del tracciato in generale. Già alcune corse sono state effettuate con successo tecnico e di pubblico. E da maggio la tratta dovrebbe essere interamente aperta da Avellino a Rocchetta Sant’Antonio.

Sono stati 10 anni importanti durante i quali il gruppo si è allargato, includendo il mondo scientifico. Sedici sono le tesi discusse ad oggi e che hanno come tema, in vari ambiti e materie, la tratta ferroviaria irpina. Le ultime due in architettura: una, presso l’Università di Pescara, è di una giovane architetto di Vallata, Maria Scalise; la seconda, presso il Politecnico di Milano, è di Andrea Lo Conte, di cui è possibile leggere uno stralcio sul sito di A.Mo.Do.

Quello che ci rende oggi ancora più orgogliosi è essere al centro degli studi del Cnr. InLocoMotivi come tutto il territorio che si affaccia sul percorso dell’Avellino-Rocchetta, è già da tempo tema di studio di tre giovani ricercatrici dell’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Iriss) del Cnr, Stefania Oppido, Stefania Ragozzino e Donatella Icolari, che lo scorso 22 febbraio hanno partecipato alla sessione “Innovazione sociale e territorio. Riflessioni e casi studio di interventi orientati al mutamento sociale” nell’ambito della conferenza “Territori, mobilità, lavori”, presso la sede di Sociologia dell’Università di Padova (22-23 febbraio, 2018), con una relazione dal titolo “Il treno irpino del paesaggio, veicolo di narrazione e valorizzazione di comunità e territorio”.

I contributi di taglio teorico, metodologico ed empirico della sessione hanno sviluppato una discussione su processi caratterizzati da un forte radicamento territoriale, in cui il sapere esperto entra in dialettica con il sapere diffuso nella società locale attraverso forme di auto-organizzazione.

Il gruppo di ricerca dell’Iriss ha, da alcuni mesi, selezionato l’area interna dell’Alta Irpinia e il caso della storica ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio come campo di sperimentazione per un’attività di ricerca-azione che mira a costruire in maniera partecipata strategie di riappropriazione di un territorio marginalizzato dotato di paesaggi culturali di eccellenza. Obiettivo è, infatti, verificare il potenziale rappresentato dal riuso di tale tracciato ferroviario e delle relative stazioni per la messa in rete delle risorse del territorio – da quelle storiche a quelle socio-economiche, culturali e ambientali – e migliorare la qualità della vita nell’area interna.

La relazione presentata all’Università di Padova ha avuto come focus proprio il racconto delle iniziative intraprese a partire dal 2009 dall’associazione InLocoMotivi per evidenziare la consapevolezza dimostrata dalla comunità locale nel riconoscimento del valore del proprio paesaggio come driver di sviluppo. Si legge nella relazione che “Le esperienze bottom up già promosse dall’associazione insieme ai cittadini evidenziano capacità di auto-organizzazione e promozione del territorio irpino, grazie all’ausilio del treno che diventa veicolo narrativo del paesaggio e punto di partenza per l’attivazione di processi di improvement territoriale”.

L’interesse del mondo scientifico è non solo lusinghiero per noi ma consente di analizzare certe pratiche la cui bontà, verificata in presa diretta, sul campo, è necessario valutare secondo parametri che possano renderne più semplice la replica oppure il miglioramento, in modo che questo progetto sul territorio irpino, partendo dalla ferrovia storica possa estendersi ad altri fattori valorizzabili e che possano a loro volta valorizzare il territorio e permettere un sano sviluppo. Iniziando una nuova avventura

 

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