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    20/08/2018

L’Irpinia che si fa onore/Due ex allievi del Colletta i vincitori del concorso di idee indetto da Archmedium

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Da sx: Loris Perillo, Giulio Galasso e Michele FranzoiAVELLINO – Il 17 luglio il Politecnico di Milano con un comunicato stampa ha diffuso la notizia che due studenti del corso di laurea magistrale in "Architettura - Ambiente Costruito Interni", in gruppo con un allievo dell’École d’architecture de la ville & des territoires, Marne-la-Vallée, hanno vinto il concorso di idee “New York Vertical City” indetto da Archmedium, una  piattaforma digitale che organizza competizioni di progettazione per studenti e giovani architetti. Il tema del concorso: Progettazione di un grattacielo multifunzionale a Manahattan. La giuria era composta da quattro Studi di architettura di New York. Gli studenti del Politecnico di Milano sono due avellinesi, Loris Perillo e Giulio Galasso, ex allievi del “Colletta”. Michele Franzoi il nome dell’altro allievo facente parte del gruppo.

L’affermazione è importante perché si tratta di  una concorso che ha visto impegnati qualificati competitori provenienti da tutto il mondo. Il link di seguito riportato (http://student.archmedium.com/competition/nyvc/results/) consente di visionare, per chi ne avesse voglia, i progetti presentati e di apprezzarne la qualità. In particolare colpisce come il tema affrontato, “La città verticale”, sia lontano per i due avellinesi sia per abitudine di vita che per conoscenza e pratico utilizzo dello spazio architettonico dove hanno vissuto. Infatti solo quattro anni fa hanno lasciato Avellino dove, viste le premesse, penso che difficilmente torneranno.

Questo successo gratifica anche lo scrivente che li ha avuti alunni e che per primo ha parlato loro, in maniera ragionata, di architettura contribuendo sicuramente, anche se in piccolissima parte – consentitemi questo peccato di immodestia – ad accendere un interesse che, a quanto pare, sta dando i suoi frutti.

E così dalle sconfitte architettoniche della nostra città – il cubo in piazza, il tunnel impercorribile, la Dogana dei Caracciolo abbandonata a se stessa, l’ingresso monumentale e la chiesa del cimitero comunale dell’Oberty ancora segnate dai danni del terremoto, per tacere del ponte della Ferriera dello stesso Oberty e dello stato dell’edificio della Gil di Del Debbio – e dall’oblio dei contemporanei per i loro concittadini più famosi – l’architetto Francesco Della Sala, collaboratore di Walter Gropius, il professore Filippo de Jorio, esperto d’arte, il pittore Ettore de Conciliis, la cui importantissima opera presente ad Avellino nella chiesa di San Francesco, il murale della pace, non è neanche facilmente raggiungibile per la mancanza di un’opportuna segnaletica stradale – ci ritroviamo con due talentuosi futuri architetti. È proprio vero quel che cantava Fabrizio De Andrè: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

 

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