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    23/10/2018

L’evento/Avvistato nelle acque di Ischia un esemplare di tartaruga liuto

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita10_tarta_liuto.jpgNAPOLI – Lo scorso mercoledì 25 luglio i ricercatori di Oceanomare Delphis Onlus (Odo), nell’ambito del progetto di monitoraggio di cetacei ‘Ischia Dolphin Project’, hanno realizzato un raro avvistamento di tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) e hanno proceduto a segnalare l’evento al Centro Ricerche Tartarughe Marine della stazione zoologica Anton Dohrn. L’evento è particolarmente propizio in quanto le due organizzazioni hanno avviato una collaborazione scientifica per la realizzazione di attività congiunte di ricerca, formazione e sensibilizzazione sulla tutela dell’ambiente marino, e in particolare dei grandi vertebrati che popolano il nostro mare.

L’avvistamento di tartaruga liuto – si apprende da un comunicato – è avvenuto a 4 miglia dall’isola di Ischia, ad una profondità tra i 400 e 600 metri, in corrispondenza del Canyon di Cuma ed in prossimità della zona D dell’Area marina protetta delle isole di Ischia, Procida e Vivara.

L’esemplare era un individuo adulto, di quasi 2mt di lunghezza, è rimasto in emersione per circa 15 minuti, permettendo ai ricercatori di Odo di ‘catturarlo’ fotograficamente e raccogliere così preziose informazioni da condividere con il Centro ricerche tartarughe marine dell’Anton Dohrn. Come per i cetacei anche per la tartaruga liuto è possibile effettuare la foto-identificazione: mentre per delfini e balene le caratteristiche da osservare sono la forma della pinna, i graffi o parti mancanti, per la liuto il tratto distintivo e specifico per ogni individuo è la forma  della macchia rosa presente al centro della testa.

La tartaruga liuto, a causa dell’impatto antropico a livello globale,è inserita nella lista Rossadelle specie a rischio di estinzione dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) ed è classificata come ‘vulnerabile con trend di popolazione in diminuzione’. È la piu grande delle 7 specie di tartarughe marine esistenti (raggiunge in età adulta i 2,5 mt di lunghezza) ed ha una distribuzione cosmopolita, con siti di nidificazione presso spiagge sabbiose tropicali e zone di foraggiamento che si estendono da latitudini temperate a sub-polari. Con l’areale più esteso di tutte le specie di tartarughe marine e dei rettili in generale, la tartaruga liuto è la specie più pelagica e si alimenta principalmente di meduse e altri invertebrati pelagici. Durante i suoi spostamenti di foraggiamento, questa specie si spinge in Mediterraneo, che non rappresenta però per lei un sito di nidificazione. Studi recenti di genetica hanno evidenziato che la tartaruga liuto presente nel Mediterraneo proviene da regioni atlantiche sud-occidentali, quali la Guiana francese o il Trinidad. In Mediterraneo questa specie non è diffusa omogeneamente infatti è riscontrabile in numeri maggiori nel bacino occidentale, sebbene possa raggiungere zone piu orientali come l’Israele e l’Egitto.

Sandra Hochsheid, responsabile del Centro ricerche tartarughe marine della stazione zoologica Anton Dohrn – attivo da 30 anni per lo studio, monitoraggio, recupero e riabilitazione di tartarughe marine – afferma: “Di 411 esemplari avvistati in Mediterraneo tra il 1981 e 2000, 152 sono avvenuti in Italia. Sfortunatamente, nel suo viaggio in Mediterraneo, la tartaruga liuto, come altre tartarughe marine, è minacciata dalle attività umane, per lo più di pesca, ed anche dai pericoli derivanti dall’inquinamento da plastica. A testimonianza di ciò, nel 2007 in una spiaggia di Gaeta, Latina, fu rinvenuto un esemplare con lo stomaco e l’intestino colmi di buste di plastica, che l’animale aveva ingerito probabilmente scambiandolo per meduse, suo alimento preferito”.

“La presenza di plastica nel nostro mare rappresenta una delle minacce principali anche per le popolazioni di cetacei che utilizzano quest’area come sito di alimentazione e riproduzione” continua Barbara Mussi, presidente di Oceanomare Delphis Onlus. “Le acque tra Ischia, Ventotene e Capri sono dal 1991 l’area di studio di Ischia Dolphin Project, nell’ambito del quale monitoriamo oltre ai cetacei - specie target del progetto - anche la presenza di tartarughe quali ulteriori indicatori dello status di conservazione e biodiversità dell’ecosistema marino. Dall’inizio della campagna 2018 infatti, i nostri ricercatori hanno realizzato 15 avvistamenti di specie di tartarughe, di cui 14 tartarughe comuni (Caretta caretta) e l’ultima la tartaruga liuto ”.

La collaborazione tra i due enti si fonda pertanto sulla comune missione di accrescimento e divulgazione della conoscenza scientifica dei grandi vertebrati del Mare Nostrum a beneficio della loro conservazione e sensibilizzazione del grande pubblico.

 

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