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    23/10/2018

Cgil: «In Irpinia caporalato nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, la tragedia di Foggia impone un impegno congiunto»

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Franco FiordellisiAVELLINO – Il segretario generale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi, annuncia la partecipazione della Camera del lavoro irpina alla manifestazione di domani a Foggia (partenza alla 14.30 da Avellino e alle 15 da Grottaminarda con bus) dopo la tragedia dell’altro giorno con 12 vittime, tutti migranti che probabilmente avevano appena terminato il proprio turno di lavoro nelle campagne di Capitanata.

«Una mattanza senza fine – dice Fiordellisi – altri 12 braccianti stranieri sono morti in un altro incidente stradale nel Foggiano. Quello che sta accadendo non è una fatalità ma il frutto delle condizioni in cui lavorano e si recano nei luoghi di lavoro i tantissimi braccianti impegnati nelle campagne e nei cantieri». «Domani – prosegue il segretario generale della Cgil – saremo a Foggia per una manifestazione unitaria per dire basta e denunciare con forza quanto sta accadendo. È necessario che le istituzioni preposte agiscano, come chiediamo da anni, sul tema del trasporto: la verità che sta dietro a queste stragi è che il trasporto è in mano ad un sistema di caporalato che non solo lucra sulla giornata lavorativa e sfrutta le persone, ma facendole viaggiare come merci o carne da macello ne mette a rischio la vita».

«Le stragi di questi giorni mostrano a tutti quale sia la condizione di tanti lavoratori agricoli, una condizione limite che sta collassando non solo sul versante dello sfruttamento ma anche, come era prevedibile, su quello del nodo del trasporto che, con mezzi inadeguati e fatiscenti, sta mettendo a repentaglio centinaia di vite umane».

«Tra le vittime del violento incidente stradale c'era anche un ex beneficiario del progetto Sprar del Comune di Rosignano Marittimo, identificato tramite la tessera Arci ancora in suo possesso. Amadou Balde era un giovane uomo di 20 anni, proveniente dalla Guinea Bissau, che lo scorso giugno – malgrado la proposta di un percorso di tirocinio formativo in un'azienda di pulizie – aveva preferito uscire dallo Sprar per cogliere una "proposta di lavoro" nelle campagne foggiane. Gli operatori dello Sprar hanno cercato in tutti i modi di farlo desistere, individuando e condividendo con lui i rischi delle condizioni di lavoro irregolare, ma lui ha comunque deciso di partire».

«Ad Avellino – denuncia Fiordellisi – abbiamo caporalato nei settori edili e dell’agricoltura e avvertiamo fenomeni simili nell'ambito del conciario terziarizzato. In questo momento, è necessario monitorare le ragazze e i ragazzi che sono ospiti nei Cas sparsi per la provincia. Infatti, da Monteforte alla Valle Ufita o il Medio Calore abbiamo notizie di strani movimenti di furgoncini, sia la mattina presto sia nel tardo pomeriggio, probabilmente per accompagnare i migranti nelle campagne circostanti.   È utile ricordare che gli ospiti stranieri dei Cas dopo 60 giorni in Italia e con i documenti temporanei possono iscriversi ai Centri per l’impiego ed essere assunti regolarmente con contratti. Domani – ribadisce in conclusione Fiordellisi – manifesteremo anche per l’affermazione di questi diritti spesso violati: la Cgil è per la legalità e la dignità dei lavoratori e dei lavori».

Aggiornamento del 9 agosto 22018, ore 11.58 - Il segretario generale della Cgil irpina, Franco Fiordellisi, commenta la partecipazione della Camera del lavoro di Avellino alla manifestazione che s’è svolta ieri a Foggia dopo le tragedie di sabato e lunedì scorso con la morte di 16 braccianti agricoli tutti immigrati regolari impegnati nella raccolta dei pomodori nelle campagne del Tavoliere.

«Al corteo dei confederali – dice Fiordellisi – contro lo sfruttamento dei braccianti hanno partecipato centinaia di migranti, sostenuti da delegazioni sindacali giunte da tutta Italia ma anche da cittadini e associazioni: un’affluenza massiccia con migliaia di presenze. Dopo aver attraversato la città, muovendo dalla stazione, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare i 16 morti nei due incidenti stradali avvenuti negli ultimi giorni sulle strade foggiane e i migranti economici morti sul lavoro».

«Un minuto di silenzio per tutti i braccianti e per ricordare anche quei lavoratori che 62 anni fa morirono nelle miniere del Belgio. Noi lottiamo per difendere questa memoria – sottolinea Fiordellisi – a Marcinelle morirono operai costretti a scappare dall’Italia, come oggi muoiono senza sicurezza altri, troppi, lavoratori schiavizzati e sfruttati dalla malavita organizzata. Come quelli di Marcinelle, quelli di oggi lottano per una vita degna di essere vissuta, per le loro famiglie e per il loro futuro, decidendo di abbandonare la terra di origine».

«Quello che succede in Capitanata da tanti è una tragedia umana e sociale, oltre che una questione di legalità, che deve necessariamente scuotere le coscienze di tutti: in questi casi, il mero cordoglio non può bastare. Inoltre, la stessa zona 13 anni fa fu al centro di un gravissimo fatto di cronaca con la scomparsa di oltre 100 cittadini polacchi anche loro probabilmente sfruttati dalle mafie: i corpi di alcuni loro furono rinvenuti nelle stesse campagne e tutti gli altri non sono mai stati ritrovati».

«La Cgil è pronta ad assumere impegni e responsabilità più incisive e risolutive. Da anni, siamo impegnati in tutte queste realtà – in Irpinia come altrove – dove lo sfruttamento è all’ordine del giorno: la nostra è una battaglia che può e deve essere vinta solo con un presidio permanente del territorio realizzato in modo sinergico tra sindacati, istituzioni, imprese e associazioni. Per farlo, bisogna applicare compiutamente la legge sul caporalato e incentivare le imprese a partecipare alla rete del lavoro agricolo. Soprattutto, occorre che lo Stato aumenti in modo significativo le azioni di controllo e contrasto all’illegalità. Il caporalato può essere sconfitto, le persone e il lavoro devono recuperare la loro dignità, quindi sono indispensabili anche serie politiche sociali e abitative per tutti: nessuno escluso».

«Rispetto a questa necessaria inversione di rotta, la reintroduzione dei voucher da parte del governo è in netta controtendenza. Al ministro del Lavoro, nonché vicepremier, Luigi Di Maio, e al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiediamo un’assunzione di responsabilità per ripristinare legalità e restituire dignità a tutti i lavoratori, italiani e stranieri».

«Ad Avellino – denuncia Fiordellisi –  abbiamo caporalato nei settori edili e dell’agricoltura e avvertiamo fenomeni simili nell'ambito del conciario terziarizzato. In questo momento, è bisogna monitorare le ragazze e i ragazzi che sono ospiti nei Cas sparsi per la provincia. Infatti, da Monteforte alla Valle Ufita o il Medio Calore abbiamo notizie di strani movimenti di furgoncini, sia la mattina presto sia nel tardo pomeriggio, probabilmente per accompagnare i migranti nelle campagne circostanti.   È utile ricordare che gli ospiti stranieri dei Cas dopo 60 giorni in Italia e con i documenti temporanei possono iscriversi ai centri per l’impiego ed essere assunti regolarmente con contratti».

 

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