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    21/10/2018

Ospedali riuniti, Percopo: «Un’occasione storica»

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Angelo PercopoAVELLINO – Gli ospedali riuniti di Avellino e Solofra sono realtà. Dal primo ottobre, su indicazione del governatore della Campania Vincenzo De Luca che ad aprile, in qualità di commissario straordinario alla Sanità, ha firmato il decreto con il quale si dava attuazione all'annessione, l’Azienda ospedaliera «Moscati» gestisce anche il «Landolfi» (prima di competenza dell’Asl) che, oltre a tutti i reparti, mantiene il Pronto soccorso e diventa polo specialistico di oculistica.

Tolto il nosocomio solofrano, all'Asl resta la gestione del «Frangipane» di Ariano, del «Criscuoli» di Sant’Angelo dei Lombardi e dell’ospedale di comunità di Bisaccia (di prossima istituzione). Il provvedimento, inoltre, mette definitivamente fine a un conflitto a colpi di carte bollate tra l’amministrazione comunale di Solofra e l’ente di via Degli Imbimbo, sorto in seno all'approvazione della nuova programmazione ospedaliera.

De Luca – regista con Percopo e il sindaco di Solofra Michele Vignola dell’operazione – aveva dato conto dell’imminenza della disposizione durante la sua prima visita ufficiale – all'inizio di aprile – nella struttura di Contrada Amoretta.

«A Solofra – aveva ricordato l'ex sindaco di Salerno – abbiamo già difeso i reparti di ostetricia egGinecologia, destinati alla chiusura perché di gran lunga al di sotto dei 1000 parti all’anno», sottolineando come «con questa riorganizzazione fosse necessaria a salvare gli ospedali minori». Nel quadro tracciato dal decreto, il «Landolfi» è destinato a concentrarsi su branche specialistiche: la costituzione di un polo di oculistica è già indicata, ma non è da escludere l’istituzione di altre unità complesse (Traumatologia o medicina del lavoro, tra le ipotesi più accreditate) senza, però, azzerare nessuno degli altri reparti.

Altro punto fondamentale è quello che prevede il mantenimento del Pronto soccorso «per assicurare la corretta presa in carico dei cittadini nell'ambito della rete di emergenza sul territorio provinciale e favorendo l'appropriata allocazione dei pazienti in relazione alla complessità dell'assistenza sanitaria richiesta». Condizione che favorirebbe di decongestionare i flussi del «Moscati» il cui Pronto soccorso è quotidianamente oberato.

Inoltre, i 104 posti del «Landolfi» si aggiungono ai 562 del «Moscati»; tuttavia, così come previsto dal piano dall’unione di alcune unità, 34 posti potrebbero essere persi per un ospedale riunito che potrà ospitare fino a 632 degenti.

«L'accorpamento dell'ospedale di Solofra con quello di Avellino rappresenta un’occasione storica per l’intera provincia», dice il manager Percopo. «Entro un anno e mezzo, grazie alle risorse apposte nel piano triennale, il nosocomio entrerà a pieno regime».

 

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