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    21/10/2018

Moscati: non c’è intesa sul contratto, protesta il sindacato

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Una veduta dall'alto della Città ospedalieraAVELLINO – Non c'è intesa sull'applicazione del contratto nazionale per i dipendenti dell'Azienda ospedaliera «Moscati» di Avellino. Salta l'incontro tra le parti sociali e il management di Contrada Amoretta e le organizzazioni sindacali di categoria insorgono.

«Inizia nel peggiore dei modi possibili la contrattazione per il recepimento e l'applicazione delle norme e degli istituiti previsti dal contratto di lavoro», afferma Antonio Santacroce, segretario generale della Cisl Funzione pubblica Irpinia-Sannio. «Infatti – prosegue il sindacalista – l'altro giorno dopo aver atteso circa 30 minuti, oltre l’orario fissato per l'appuntamento, non essendosi presentato nessuno ci siamo visti costretti, nostro malgrado, a lasciare l’aula. Tuttavia – osserva Santacroce – già dalla lettura della convocazione, con un orario di incontro a fine mattinata, erano sorti dubbi e perplessità circa l’intento di avviare un percorso, sin da subito, concludente e costruttivo. Le convocazioni – accusa il segretario – avvengono sempre tra la fine di un turno e l’inizio dell’altro, situazione che tende a ridurre, comprimere e sminuire il possibile confronto».

Dunque, a un mese dall’ultimo vertice nulla di nuovo sul fronte contratti: «Bisogna essere chiari – dice ancora Santacroce – la contrattazione integrativa per il recepimento delle norme introdotte con il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, siglato lo scorso maggio, richiede sforzo e impegno notevoli e per la buona riuscita dei lavori occorre che sia presente al tavolo tecnico l’intero management dell'azienda ospedaliera. Per questi motivi, affinché episodi del genere non si ripetano e per dare il giusto contributo alla causa, chiediamo alla direzione generale, sanitaria e amministrativa di avviare subito un confronto legittimato da atti formali nella sua costituzione, con chiara e certa individuazione dei soggetti che compongono la parte pubblica nella contrattazione integrativa».

«L’incontro con le parti sociali per definire l’applicazione integrativa del contratto nazionale del lavoro si è svolto regolarmente, soltanto la Cisl Funzione pubblica non ha partecipato», replica il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera. «C’è stato un ritardo di circa 20 minuti rispetto all’orario previsto dalla convocazione, dovuto, peraltro, alla gestione di pratiche interne non derogabili», spiega Pastore. «Dopodiché - prosegue - con i segretari di categoria delle sigle sindacali presenti e con le Rsu abbiamo avviato il percorso che presto porterà a recepire le norme del contratto nazionale a livello aziendale: con loro ci siamo aggiornati al 18 ottobre per definire la questione».

Dal contratto alla gestione interna della struttura, Santacroce getta benzina sul fuoco della polemica. «È da non credere quello che sta accadendo presso il servizio Cup-Ticket della città ospedaliera a seguito dell’unificazione: un confuso aumento di lavoro che disonora la decantata opportunità dell’accorpamento. Pur credendo nella bontà dell’operazione - aggiunge il sindacalista - abbiamo, sin da subito, lanciato i primi segnali di allarme e chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico congiunto. Ma non si è andati oltre una sterile riunione durante la quale, apertamente, sono emerse diversità di vedute e di interpretazione tra le due aziende sanitarie. Allora ci chiediamo quale è stata la convenienza di escludere chi sta quotidianamente a diretto contatto con i lavoratori?».

Risponde Pastore: «Non c’è nessun caso Cup. Da una settimana stiamo gestendo amministrativamente anche il plesso di Solofra, quindi alcuni piccoli disguidi sono fisiologici. Tuttavia, dei piccoli aggiustamenti da fare ci sono, ma fino a questo momento non abbiamo registrato nessun disagio a carico dell’utenza e seppure dovesse verificarsi qualcosa del genere siamo preparati per intervenire ad horas».

Più in generale, il direttore amministrativo tiene a sottolineare: «Dal primo ottobre, giorno dell’accorpamento del “Landolfi”, stiamo continuando a lavorare alacremente affinché tutto proceda nel migliore dei modi. In questo senso, i dipendenti dell’ospedale di Solofra stanno collaborando con grande professionalità e altrettanto entusiasmo».

 

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