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    18/03/2019

Sos Natura: «L’attendamento del circo ad Avellino è illegale»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita10_sosnatura.jpgAVELLINO – “Il 3 marzo abbiamo scritto al prefetto di Avellino e - per conoscenza - agli uffici comunali, al servizio veterinario dell'Asl e alla Commissione provinciale di vigilanza sul pubblico spettacolo per chiedere la revoca della concessione di attendamento all’“Imperial Royal Circus" che terrà i suoi spettacoli, ad Avellino, dal 15 al 31 marzo”.

Inizia così l'arringa del presidente di Sos Natura, Eduardo Quarta, che precisa: “Riteniamo che l'autorizzazione concessa al circo sia viziata da una gravissima irregolarità. Anzitutto il regolamento di polizia locale del Comune di Avellino dispone che l'occupazione di un'area per l'allestimento di spettacoli viaggianti come il circo "può avvenire solo sulle aree a tal fine preliminarmente determinate"; inoltre, di rango superiore, la legge nazionale del 18 marzo 1968, n. 337 (che disciplina le attività circensi) impone alle amministrazioni civiche di compilare un elenco delle aree comunali disponibili per l'installazione dei circhi. Diversamente "è vietata la concessione di aree non incluse nell'elenco" (art. 9, L. 337/1968).

Ma ad Avellino accade proprio quello che non dovrebbe succedere: le istituzioni sono inadempienti e consentono che il circo attendi su un'area vietata! Il nostro appello alla legalità finora è rimasto inascoltato e per me è una grande vergogna riscontrare l'indifferenza delle istituzioni - continua il presidente di Sos Natura - e mi chiedo come il prefetto di Avellino possa tollerare una tale situazione. Inoltre non ci è dato sapere se l'area privata concessa al circo sia idonea a garantire il benessere animale e l'incolumità degli spettatori. Già in passato segnalammo irregolarità verificatesi in occasione dell'attendamento di un circo sulla stessa area. Pertanto rinnoviamo la nostra richiesta alle Istituzioni: revocate la concessione all’"Imperial Royal Circus" e annullate gli spettacoli programmati. Se la nostra istanza non sarà accolta valuteremo sia la possibilità di intraprendere un'azione legale contro i funzionari che hanno concesso l'attendamento su un'area vietata; sia l'organizzazione di una nuova protesta contro lo sfruttamento degli animali nel circo.

Ad Avellino siamo certi di poter contare sul supporto morale della cittadinanza che già nel 2017 aveva aderito alla nostra iniziativa "Vogliamo un circo senza animali". Inoltre ci sembra opportuno ricordare ai funzionari che hanno concesso l'attendamento del circo ad Avellino che, sempre nel 2017, il governo italiano ha finalmente approvato una legge sullo spettacolo che prevede "il graduale superamento del circo con animali".

Oggigiorno non si può non tener conto della mutata sensibilità dell'opinione pubblica, pertanto aver autorizzato un circo ad attendarsi su un'area vietata è molto grave. Gli animali che vengono sfruttati dall'impresa circense sono privati di ogni libertà e vengono costretti ad esibirsi in esercizi innaturali e ripetitivi; è davvero questo che vogliamo per la nostra città!?”.

Aggiornamento del 15 marzo 2019, ore 18.43 – Ancora una volta ad Avellino, fino al prossimo 31 marzo, saranno in scena esibizioni circensi con animali. Per spiegare le ragioni della nostra protesta, domenica 17 marzo, dalle 16:00 alle 20:00, distribuiremo volantini informativi sulle condizioni degli animali nel circo. Appuntamento in Contrada Chiaira, di fronte l'ingresso del circo.
Ribadiamo che non siamo contro gli spettacoli circensi, ma contro gli spettacoli che prevedono lo sfruttamento degli animali. Promuoviamo spettacoli che mettano in luce esclusivamente l'abilità degli artisti, tra giocolieri, contorsionisti, equilibristi, acrobati e clown.

Il circo non fa bene ai bambini poiché rappresenta una vera e propria legittimazione della sopraffazione del più forte nei confronti del più debole, dell'uomo su tutte le specie, ma soprattutto non fa bene agli animali. Quello che i circensi definiscono "uno spettacolo di lunga tradizione" è, per gli animali, la totale assenza di libertà, un'intera vita passata a sognare guardando attraverso gabbie, sbarre, recinti. Alla prigionia a vita, come se non bastasse, si aggiungono i metodi coercitivi: solo la paura delle punizioni può spingerli a comportamenti totalmente contro natura, patetici e disperati, frutto di violenze, come testimoniato da numerosi lavoratori e da video facilmente reperibili in internet.

Rifiutiamo quindi questo genere di spettacoli perché non rispettano il diritto alla vita e alla libertà di ogni essere senziente; rifiutiamo la prigionia, sia essa umana che animale. È per questi animali ridotti in schiavitù che vogliamo spezzare le catene: quelle fisiche che li legano al suolo e quelle dell'ignoranza umana, della totale incapacità di guardare agli animali con empatia.

Invitiamo a partecipare chiunque sia contro l'ennesima pratica che prevede maltrattamento e detenzione di animali. Chiediamo giustizia e libertà per loro.

 

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