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    18/01/2020

Traforo del Partenio, la nota del segretario generale Uil

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Luigi SimeoneAVELLINO – Sull’ipotesi del traforo del Partenio ospitiamo la nota del segretario generale Uil Avellino-Benevento, Luigi Simeone.

Ci risiamo, sulle opere infrastrutturali si consumano  scontri politici e  posizioni ideologiche amplificati dal tempo preelettorale. Nascono, ovviamente  i comitati del No (…), si spande la logica del “Benaltrismo” secondo cui ci sarebbero tante  “altre” opere da poter fare al posto di….e ultima, ma non per questo meno importante e dannosa, la valutazione “costi- benefici” secondo cui non bisogna costruire opportunità ma rispondere solo ed esclusivamente alla situazione ex ante senza valutare le ricadute di  prospettiva affidate all’opera interessata, ricordare la stazione Hirpinia!  Verrebbe da dire con il cantautore: ma sotto sto tunnel che ce sta?

Se non si scorgesse ancora una volta una malcelata  logica degli  schieramenti, che già tanti danni, ritardi e sperperi ha fatto registrare nel nostro Paese, così  come è stato per un po’ di anni per il ponte sullo Stretto, per l’aeroporto di Grazzanise o ancor prima per quello di lago Patria, per i rischi mai del tutto scongiurati della  realizzazione della stazione Av in Irpinia,  per il superamento dello snodo di Fratte della Avellino-Salerno o, come ultimamente, sul commissariamento della Lioni- Grottaminarda…e si potrebbe continuare  ma l’elenco sarebbe lungo e imbarazzante per tempi e soprattutto risorse sperperate e soprattutto non spese e rimandate a Bruxelles.

Sulla ipotesi di un traforo del Partenio, per collegare il Baianese alla Valle Caudina,  si stanno consumando ovviamente tutte queste  le logiche che rischiano come sempre solo di confondere i cittadini, esposti a considerazioni scontate e impregnate di pressappochismo, con le sensazioni che, novelli  “strutturisti”  delegati alla politica sul territorio, dispensano con strali e approssimate conoscenze senza mai offrire un elemento di merito che non sia...potremmo fare altro e soprattutto altrove, l’impatto ambientale e il dissesto idrogeologico, lavori fatti con i soldi di Avellino ma per il Sannio,  e tanto e tanto altro ancora, quasi da sembrare di dover essere a favore o contro non tanto all’opera ma quanto a chi la proporne.

In Italia abbiamo finalmente una legge sul “dibattito pubblico”  che con  decreto del presidente del Consiglio dei ministri 10 maggio 2018, n. 76  definisce il  regolamento recante modalità  di  svolgimento,  tipologie  e  soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico.

La Provincia lo può fare (art.3 comma 3 lett. B), attivi la procedura, che viene definita (art.7 comma 1 lett. A)  per informare: “elaborare  il  dossier  di  progetto  dell'opera,  scritto   in linguaggio chiaro e comprensibile, in cui è motivata  l’opportunità dell'intervento e sono descritte le soluzioni  progettuali  proposte”.

Si esca dalla propaganda, si offrano deduzioni e  controdeduzioni  di merito, si  presentino progetti e si ascoltino i cittadini e quanti possano nel merito offrire valutazioni oggettive e poi si decida con scienza e conoscenza se e come fare l’opera così da provare a costruire dal basso e senza mandanti, così da non sprecare tempo e risorse che la stessa Regione non destina proprio con attenzione per le aree interne.

 

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