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    05/08/2020

Ato rifiuti, Tropeano: «Non esiste alcun comitato segreto, nessun blitz in atto»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita10_ato_consiglio.jpgAVELLINO – Le fantasiose ricostruzioni sul percorso avviato dall’Ato Rifiuti di Avellino per l’individuazione di un sito in cui allocare un impianto per il trattamento dei rifiuti organici impongono alcune precisazioni.

Anzitutto – dichiara in una nota-stampa il presidente Valentino Tropeano – non esiste alcun comitato segreto, tantomeno si è immaginato di mettere a segno un blitz. La gestione dell’Ato Rifiuti di Avellino è improntata sulla massima trasparenza tanto che - in occasione della prima convocazione del Consiglio d’ambito del 30 giugno, mai celebrata a causa di un errore formale nella comunicazione inviata ai consiglieri – ho chiesto che fosse prontamente illustrata la situazione attraverso un comunicato stampa.

È falso affermare che le convocazioni del Consiglio d’ambito debbano essere pubbliche: io stesso, nella qualità di presidente, provvedo alla convocazione delle seduta attraverso una Pec inviata ai consiglieri. Informare la stampa è una cortesia che deriva proprio dalla volontà di portare avanti una gestione improntata alla massima trasparenza. La mancata comunicazione in occasione dell’ultima seduta è dovuta alla possibilità – per precisa disposizione della Regione Campania nei cui locali è ospitato l’Ato Rifiuti – di far accedere presso la sede di collina Liguorini solo i consiglieri, il personale ed i collaboratori dell’ente. Disposizioni talmente stringenti che – come ben evidenziato da diversi organi di stampa – alcuni consiglieri hanno preso parte alla seduta collegandosi in videoconferenza.

Non c’è stata, inoltre, una comunicazione sull’esito del confronto esclusivamente perché questo è stato sospeso a causa della mancanza del numero legale. Per intenderci e per fare chiarezza, nessun consigliere ha abbandonato la seduta perché in contrasto con altri o per il delicato argomento all’ordine del giorno. Semplicemente la lunga ed articolata discussione - che ha riguardato pure i rilievi mossi dai consiglieri Giovanni D’Ercole e Fabio della Marra Scarpone – si è protratta talmente oltre le previsioni che alcuni consiglieri sono andati via alla spicciolata per impegni pregressi ed inderogabili. Basti pensare che Stefano Farina è stato il primo a lasciare l’Ato, mentre Giuseppe Giacobbe era ancora in sede quando è arrivata la comunicazione della segretaria in merito alla mancanza del numero legale. È opportuno, dunque, sottolineare la completa assenza di contrasti – anche di carattere politico – tra i vari consiglieri come, invece, emerge da qualche ricostruzione.

Prima di entrare nel merito della questione argomento della discussione è fondamentale ribadire una premessa: il Consiglio d’ambito dell’Ato rifiuti avrebbe potuto, da tempo, deliberare la scelta di un sito per l’allocazione di un impianto di trattamento della frazione organica. La nomina di una commissione – formata da esperti di altissimo profilo – è stata l’ennesima dimostrazione del fatto che io e gli altri consiglieri non abbiamo alcun interesse che l’impianto venga localizzato a Chianche piuttosto che a Montella o Savignano Irpino. La commissione ha svolto un lavoro importante, evidenziando nel dettaglio le motivazioni per le quali la realizzazione dell’impianto in uno dei siti è preferibile rispetto alle altre.

È opportuno ribadire che la relazione non è nelle mani del direttore generale Annarosa Barbati da oltre due settimane: il direttore ha contribuito a redigere la relazione in quanto presidente della commissione. In seguito al deposito della stessa tutti i consiglieri ne hanno ricevuto copia contemporaneamente.

La discussione del consiglio, poi, si è svolta in modo sereno e tranquillo. I consiglieri D’Ercole e Della Marra hanno mosso una serie di rilievi per segnalare quelli che – a loro dire – rappresenterebbero errori formali.

Il confronto sull’opportunità di decidere o di attendere qualche giorno per favorire una serie di approfondimenti si è protratto oltre le previsioni, tanto da costringere la maggioranza dei consiglieri a lasciare la sede dell’Ato Rifiuti per impegni concomitanti ed inderogabili.

La decisione sarà assunta – auspico attraverso una votazione unanime – nel corso del prossimo consiglio e favorirà la definizione del piano industriale: l’individuazione del sito per la realizzazione di un impianto per il trattamento della frazione organica è fondamentale per la definizione della tariffa.

 

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