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    24/11/2020

Nel calendario Cites il ruolo dell’Arma nella protezione della flora e della fauna

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri11_cites_fauna.jpgROMA – La valorizzazione del ruolo dei Carabinieri a protezione della flora e fauna a rischio di estinzione e del loro impegno a contrasto dei reati ai danni di queste specie. È il tema del calendario Cites di quest’anno. Le specie bandiera presentate nel calendario sono in pericolo di estinzione per fattori molto spesso legati alle attività umane: alimentazione, commercio, collezionismo, ecc.. e rappresentano tasselli importanti della biodiversità del nostro pianeta.

Ogni mese, la specie protetta è stata associata ad una specifica attività operativa assicurata dai Carabinieri a tutela della stessa, come ad esempio:

il Gorilla di montagna, specie ad elevato rischio di estinzione, che sopravvive con circa 1.000 esemplari sui Monti Virunga, tra Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Ruanda e nel Parco Nazionale impenetrabile di Bwindi in Uganda. Ogni anno decine di ranger sacrificano la loro vita a difesa di questa meravigliosa specie. Negli ultimi anni l’Arma dei Carabinieri ha contribuito ad addestrare le forze di polizia di Uganda, Ruanda, Zambia e Namibia, impiegando carabinieri forestali e altri reparti specializzati, con interventi formativi anche sull’antibracconaggio e la Cites;

il Leopardo delle nevi scoperto all’inizio del secolo scorso, è stato cacciato per la sua stupenda pelliccia e ancora oggi è vittima del bracconaggio, non solo per il vello ma anche per le parti del corpo che, come avviene per gli altri grandi felini, sono molto richieste dalla medicina tradizionale cinese.  I Reparti Cites hanno svolto in passato numerose operazioni di contrasto al traffico illegale di ossa di leopardo e tigre, cistifellea di orsi e cervi, corni di rinoceronti, scaglie di tartarughe e pangolino, sostanze che, secondo alcune credenze, dovrebbero garantire una guarigione con soli metodi naturali in contrasto alla medicina convenzionale.

Nel calendario, realizzato anche con il contributo del ministero dell’Economia e delle finanze e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, vengono riportate dodici specie animali e vegetali rare raffigurate da spettacolari fotografie.

Quella del calendario Cites è una storia recente ma ormai consolidata che nasce dalla necessità di trovare uno strumento semplice e immediato capace di veicolare la bellezza e la complessità del mondo delle specie in via d’estinzione troppo spesso oggetto di commerci, legali e illegali, in Italia e nel mondo. L’idea di fondo è quella di offrire una panoramica che possa proporre immagini di animali e piante con informazioni scientifiche, normative e “pillole” curiose legate alla specie minacciata.

Giunto ormai alla sua quattordicesima edizione, il primo infatti è stato edito nel 2008, il calendario Cites dei Carabinieri è un appuntamento consueto per il mondo scientifico, ambientalista e scolastico, e deve essere considerato come un importante ed efficace strumento di divulgazione e di educazione alla legalità ambientale.

Testimonial d’eccezione di quest’anno Licia Colò, da sempre vicina alle tematiche ambientali, la quale ha offerto gratuitamente la propria immagine per un video realizzato dall’Arma dei Carabinieri. Il biologo Francesco Petretti, presidente della Fondazione Bioparco di Roma, ha invece moderato la  presentazione del calendario, pubblicato sul sito e sui canali social istituzionali, che si è tenuta presso il Comando unità forestali ambientali e agroalimentari carabinieri alla quale ha partecipato il Gen. B. Massimiliano Conti, comandante del raggruppamento Carabinieri Cites. E proprio Licia Colò nel video si rivolge direttamente ai giovani: “Siete voi i nuovi custodi di questi habitat così meravigliosi e multicolori, ricchi di vita” invitandoli a conoscere e a rispettare la natura.

La Cites (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) siglata a Washington da oltre 180 Stati tutela le specie di flora e fauna in via di estinzione, oltre 35.000, mediante la regolamentazione del commercio di esemplari vivi, loro parti e prodotti derivati, attraverso il principio dell’uso sostenibile delle risorse e con un articolato meccanismo di certificazioni, controlli e sanzioni.

Il traffico di specie selvatiche in via d’estinzione è stimato in 23 miliardi di dollari l’anno. Insieme a quello del legname tropicale, 100 miliardi dollari, è tra i più fiorenti commerci criminali dopo droga, armi ed esseri umani, unitamente a quelli delle opere d’arte e dei beni storico-archeologici.

Il raggruppamento Carabinieri Cites è il reparto competente per l’applicazione in Italia della convenzione di Washington, svolge attività di certificazione, attraverso il rilascio di circa 70.000 certificati all’anno, esegue una capillare e costante attività di controllo investigativo e di polizia giudiziaria, in applicazione della vigente normativa  con i suoi 35 nuclei, 11 distaccamenti in area doganale ed una sezione operativa centrale nell'ambito del reparto operativo.

Nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione delle condotte illecite compiute ai danni delle specie Cites e di altre specie protette da trattati e convenzioni internazionali i  Carabinieri hanno eseguito più di 5.000 controlli, elevato 211 verbali amministrativi, notificato ai trasgressori  un importo complessivo di circa 1.500.000 euro di sanzioni, hanno inoltre deferito all’autorità giudiziaria  232 persone, eseguito  51 perquisizioni e 235 sequestri.

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Le attività a tutela della fauna 2020 svolte  in Campania

NAPOLI – Nell’ambito delle  attività di prevenzione e repressione delle condotte illecite compiute ai danni delle specie minacciate d’estinzione  e di altre specie protette da trattati e convenzioni internazionali,  i Carabinieri  per la tutela  forestale e della   biodiversità e parchi della regione Campania,  nell’anno in corso,  hanno eseguito  oltre  3700 controlli e controllato più di 1800 persone. Queste attività di controllo che hanno riguardato cacciatori, operatori commerciali, allevatori e strutture che a vario titolo detengono animali,  hanno permesso di portare alla luce e contestare oltre 150 reati, di denunciare 85 persone e di effettuare  112 sequestri ed  un arresto.

Sono 278 gli  illeciti amministrativi contestati  per un importo notificato pari a € 104.871,68. In particolare, nell’ambito dei controlli sull’ esercizio dell’attività venatoria e nelle azioni di contrasto al fenomeno criminale del bracconaggio,  atteso che in Campania è presente il  “Black Spot coste pontino-campane”, cioè un luogo  rientrante nei 7 territori nazionali in cui si registra più del 50% dei reati in materia di bracconaggio,  sono stati posti sotto sequestro numerosi mezzi illeciti di caccia ed animali vivi, che all’esito della riabilitazione, sono stati poi  rimessi in libertà.

In particolare sono stati sequestrati  69 fucili e 1632 cartucce, 43 reti utilizzate per la cattura illegale di avifauna pari a mt. 224. Sono inoltre stati sequestrati 143 trappole e fonofili, utilizzati per attrare e intrappolare l’avifauna. Sono oltre 900 gli esemplari vivi oggetto di bracconaggio, sequestrati nelle attività di polizia giudiziaria,  molti dei quali rimessi in libertà dai Carabinieri.

Emblematica della particolare incidenza sul territorio del fenomeno del bracconaggio e della pericolosità  di questa pratica illegale sulla conservazione delle  specie in via di estinzione e protette da convenzioni internazionali, è stata  l’operazione “Vedi Napoli e poi Vola”, condotta dal nucleo CC Cites di Napoli e dal Soarda di Roma, che ha permesso, dopo un anno di indagine, di fermare 7 bracconieri che hanno catturato oltre 12000 uccelli, per rivenderli nel nord Italia. L’indagine ha consentito di svelare l’esistenza Idi una compagine  criminale ramificata  dedita al traffico di avifauna con un giro di affari di circa € 350.000 l’anno.

Sempre in tema di esemplari tutelati, particolare attenzione merita il risultato operativo del nucleo CC Cites di Napoli che, nell’ambito della campagna nazionale denominata “Golden tusks” contro la commercializzazione illegale di avorio derivante principalmente dall’elefante africano,  in cui sono stati sequestrati  complessivamente n. 460 pezzi (zanne, statuette, crocifissi, posate e gioielli) per un valore stimato di circa € 400.000,00., ha  portato al sequestro di   numerosi e pregiati manufatti di avorio e crocefissi, messi in commercio senza le relative documentazioni che ne consentissero la vendita.

Accanto alle azioni repressive  grande importanza riveste l’azione preventiva svolta dai Carabinieri, rappresentata dall’informazione che gli utenti, sia commercianti che privati cittadini, ricevono quotidianamente da nuclei Cites territorialmente competenti, nonché l’attività di divulgazione  svolta dal personale specializzato della Cites presso le scuole e le associazione di categoria.

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Nucleo Cites Salerno

Il nucleo Carabinieri Cites di Salerno, la cui giurisdizione comprende le province di Salerno ed Avellino, nell’anno in corso ha effettuato più di 250 controlli volti ad accertare la regolare attuazione della convenzione Cites da parte degli esercizi commerciali, degli allevatori professionali e amatoriali, nonché di quei soggetti che vendono e/o scambiano esemplari tutelati  mediante piattaforme di e-commerce o tramite siti gratuiti on-line.

A seguito di detti controlli il nucleo Carabinieri Cites di Salerno ha, nell’anno in corso,  posto sotto sequestro, per la  successiva confisca da parte dell’a.g. ed affidamento ad idonea struttura di recupero legalmente riconosciuta, n.40 esemplari tutelati dalla medesima convenzione, denunciato all’autorità giudiziaria n.6 persone  e verbalizzato sanzioni amministrative per circa 6000 €.

 

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