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    12/11/2019

Asta falsata per l’acquisto di villette, arrestati in quattro dai carabinieri dinanzi al notaio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cronaca_cc_pratola.jpgAVELLINO – Hanno tentato, attraverso una serie di azioni delittuose caratterizzate da minacce dirette e indirette, esplicite e larvate, di aggiudicarsi un’asta giudiziaria in corso presso il Tribunale di Avellino per quattro villette a schiera costruite nel Comune di Grottolella, ma sono stati scoperti ed individuati dai carabinieri del comando di compagnia di Avellino al termine di un’articolata attività di intelligence coordinata dal Procuratore della Repubblica di Avellino, Angelo Di Popolo, e dal titolare del fascicolo, il sostituto Elia Taddeo.

A finire nei guai quattro napoletani, di età comprese tra i 44 e i 68 anni e residenti a Melito di Napoli, Giugliano in Campania, Frattaminore, nei confronti dei quali, nella giornata di ieri, è stata data applicazione ad un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Avellino, Giuseppe Riccardi, su proposta della Procura, per i reati di estorsione e turbativa d’asta, continuate e in concorso.

Le indagini, poste in essere dai carabinieri di Avellino sotto la direzione della Procura della Repubblica, sono partite in seguito al ritrovamento di una busta con due proiettili appesa al cancello dell’abitazione di una delle famiglie che s’era regolarmente aggiudicata una delle quattro villette. Da lì, sentendo i vari concorrenti e partecipando di persona all’asta – in abiti borghesi e camuffandosi da privati cittadini interessati all’affare – i carabinieri hanno potuto documentare le condotte delinquenziali poste in essere dai quattro napoletani nei confronti di tutti i partecipanti, finalizzate ad incutere loro timore e farli desistere e allontanare dalla procedura concorsuale. Il motivo per cui i napoletani erano così interessati all’asta sta nel fatto che il più anziano di questi, un imprenditore edile, è il costruttore delle quattro villette che, però, gli sono state sottratte a causa del fallimento della sua azienda. Lui puntava quindi a poterle ricomprare tutte per poi rivenderle. E non voleva certo spendere molto per ricomprarle visto che, a causa delle aste fino a quel momento andate deserte proprio a causa delle loro intimidazioni, il prezzo base per ogni singolo immobile era divenuto inferiore ai 50.000 € a fronte di un’iniziale base d’asta di quattro volte superiore. È singolare il fatto che, nel corso delle indagini svolte dai carabinieri all’interno degli uffici ove si svolgeva l’asta giudiziaria, i quattro indagati erano andati addirittura a intimidire i carabinieri in borghese, quindi scambiati realmente per cittadini interessati all’affare.

Sulla base dei gravi indizi di reati raccolti dagli uomini dell’Arma e avallati dall’autorità giudiziaria, è stata quindi emessa l’ordinanza applicativa di misura cautelare eseguita proprio mentre si stava per svolgere l’ultimo atto della citata gara concorsuale all’interno dell’associazione notarile di Avellino, situata in piazza d’Armi. I quattro, quindi, sono stati tratti in arresto proprio dinanzi al notaio, già pronto per concludere l’asta giudiziaria: due sono finiti in carcere, due all’obbligo di dimora con divieto di uscire negli orari serali-notturni. La villetta oggetto dell’estorsione è stata sottoposta a sequestro preventivo. L'intera operazione è stata illustrata questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso gli uffici della Procura della Repubblica di Avellino.

 

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