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    15/12/2018

Assalto armato ai furgoni portavalori, sparatoria e incendi sulla Salerno-Avellino

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b_300_220_15593462_0___images_stories_VVFF8_cosm_serino.jpgSERINO – Assalto, questa mattina, a due furgoni portavalori sul tratto tra gli svincoli di Serino ed Atripalda della Salerno-Avellino da parte di un commando di rapinatori armati di kalashnikov che, per bloccare il traffico, hanno dato fuoco ad alcune autovetture entrando in conflitto armato con le forze dell’ordine. Un vero e proprio inferno che ha bloccato naturalmente l’importante arteria. Sembra che non siano stati registrati finora feriti. In aggiornamento…

Aggiornamento del 4 dicembre 2018, ore 14.58 - È caccia ai rapinatori che sul raccordo autostradale Avellino-Salerno in mattinata hanno assaltato due furgoni portavalori, portando via intorno ai due milioni di euro. Il colpo, preparato con cura, è stato posto in essere con una tecnica quasi militare. I banditi, incappucciati e armati con mitra kalashnikov, hanno bloccato il traffico sull’importante arteria nei due sensi di marcia adoperando bande chiodate e mettendo di traverso diversi automezzi, dati alle fiamme per ritardare l’arrivo delle forze dell’ordine. Per fortuna, nonostante siano stati sparati diversi colpi d’arma da fuoco, non ci sono stati feriti, ma soltanto tanto panico, danni a numerosi automezzi e, come detto, un consistente bottino in denaro contante.

Cerchiamo di ricostruire la dinamica del grave episodio criminale. Poco prima delle 10, un  commando composto di diversi uomini (sarebbero stati all’incirca una ventina), dividendosi accuratamente i compiti, ha atteso l’arrivo di due  autoblindati  della Cosmopol adibiti al trasporto di valori. I furgoni provenivano da Salerno e dovevano consegnare il denaro ad Avellino. I rapinatori li hanno attesi nei pressi dell’uscita di Serino, in direzione del capoluogo irpino. Hanno imposto all’autista di un’autobotte di mettersi di traverso sulla carreggiata per bloccare il traffico. Una donna,  rimasta appiedata sul raccordo, ha visto una pattuglia di carabinieri  della stazione di Serino impegnata nel servizio di traduzione di un detenuto e ha riferito ai militari che in strada c’erano uomini armati e incappucciati. Uno dei carabinieri è sceso dalla gazzella e si è recato sul posto; resosi conto di quanto stava accadendo ha intimato l’alt ai malviventi sparando anche alcuni colpi di pistola. Ma i delinquenti hanno risposto al fuoco con una sventagliata di kalashnikov.   Altri banditi, al sopraggiungere dei furgoni blindati li hanno fermati; hanno fatto scendere i vigilantes disarmandoli, e utilizzando una ruspa hanno tentato di sfondare i blindati per appropriarsi delle banconote. Riuscivano a portar via una parte dei valori trasportati. Si parla di due milioni di euro degli otto costituenti l’intero carico. I dispositivi in dotazione dei due furgoni speciali avrebbero evitato che il bottino fosse più consistente.

Mentre all’uscita di Serino era in atto la rapina, altri malviventi  davano fuoco ad alcune autovetture  paralizzando il traffico in entrambi i sensi di marcia. Un ulteriore gruppo di banditi, poi, all’altezza di Atripalda, per ritardare l’arrivo di polizia e carabinieri, ostruiva la circolazione ponendo di traverso diversi automezzi, alcuni dei quali venivano dati alle fiamme. I lestofanti ingaggiavano un conflitto a fuoco con agenti della polizia stradale accorsi sul posto. I rapinatori, sparpagliandosi in più gruppi, riuscivano a fuggire, alcuni a bordo di un’automobile sottratta a una  malcapitata donna  di passaggio sulla superstrada, altri utilizzando le auto di appoggio, parcheggiate nei pressi della sede stradale. Per spegnere le  auto in fiamme è stato necessario l’intervento di numerosi vigili del fuoco; due squadre sono giunte da Avellino, un’altra è arrivata da Mercato San Severino e  un’autobotte è venuta da Salerno. Sul posto per coordinare le indagini si sono recati il procuratore capo della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, e il sostituto Roberto Patscot.

Per cercare di individuare le auto adoperate dal commando, oltre a numerosi posti di blocco allestiti sulle principali arterie dell’hinterland del capoluogo, si  sono alzati in volo anche gli elicotteri di polizia e carabinieri; due  delle automobili  utilizzate per la fuga sono  state  trovate non lontano dal raccordo. Ora gli investigatori sono al lavoro per identificare i componenti della banda che certamente, a giudicare dalle modalità di esecuzione della rapina, sono dei professionisti del crimine.

 

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