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    08/12/2019

Tentano truffa al centro commerciale, bloccati dai carabinieri in tre

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b_300_220_15593462_0___images_stories_cento12.jpgATRIPALDA – È finito male il tentativo di truffa che due noti pregiudicati ed un giovane complice  hanno tentato di perpetrare, nella mattinata del 2 gennaio scorso, ai danni di un negozio di elettronica del Centro Commerciale Appia di Atripalda. È finito male perché grazie all’acume investigativo ed all’intuito dei carabinieri, in particolare di un militare libero dal servizio ed in abiti in borghesi, il tentativo del terzetto di acquistare una lavatrice con un finanziamento basato su false informazioni circa impiego lavorativo e posizione stipendiale è completamente fallito.

Una volta accortosi della presenza dei due noti pregiudicati dinanzi al parco commerciale in atto di confabulare in maniera sospetta con un terzo giovane sconosciuto (poi risultato un avellinese incensurato), il carabiniere in borghese, che si trovava a passare in quella zona, ha subito provveduto ad avvisare i colleghi in servizio presso la stazione della cittadina del Sabato. È stato così che gli uomini dell’Arma hanno potuto accertare che i tre si erano recati all’interno del negozio di elettrodomestici e che in quel momento stavano sostando negli uffici adibiti alla trattazione delle pratiche di finanziamento. Richiesti immediatamente del motivo della loro presenza in quel luogo, si appurava che il più giovane dei tre aveva richiesto un finanziamento di circa 650 euro per l’acquisto di una lavatrice, finanziamento peraltro già approvato dalla Agos-Ducato. In considerazione dell’atteggiamento sospetto dei tre, i carabinieri hanno potuto, dopo poco tempo, scoprire che il giovane incensurato avellinese, che aveva richiesto il prestito a suo nome, aveva falsamente dichiarato di lavorare presso un’azienda di Avellino e di percepire regolare stipendio, quando in realtà era assolutamente disoccupato. Lo stesso ha poi dichiarato che quella truffa gli era stata suggerita dai due pregiudicati che lo avevano accompagnato, che gli erano stati peraltro presentati da poco da un comune amico, al quale aveva espresso – prima di Natale – la volontà di guadagnare qualche soldo per le feste. Così, per indurlo a commettere la truffa a proprio nome, i due pregiudicati gli avevano promesso parte dei soldi che avrebbero ricavato dalla successiva vendita, fatta privatamente, della lavatrice, assicurandogli che avrebbero provveduto loro a pagare i bollettini del finanziamento.

 

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