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    27/09/2022

Montemiletto, scoperta piantagione di canapa indiana. In manette due pregiudicati

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri12_cana_ind.jpgMONTEMILETTO - Dalle prime ore del mattino, è in corso un’operazione della compagnia dei carabinieri di Mirabella Eclano che, con l’ausilio di militari dello squadrone eliportato carabinieri Cacciatori “Puglia” nonché di un velivolo del 7° nucleo elicotteri carabinieri di Pontecagnano, hanno scoperto a Montemiletto una vasta piantagione di canapa indiana.

Aggiornamento del 22 settembre 2022, ore 17.56 – Procede ininterrotta l’azione dei carabinieri del comando provinciale di Avellino nel contrasto al fenomeno dello spaccio delle sostanze stupefacenti.

Proprio in questo contesto, a partire dalle prime ore del mattino, i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Mirabella Eclano e quelli della stazione di Montemiletto, con il prezioso e risolutivo ausilio di personale dello squadrone eliportato cacciatori “Puglia”, del 7° nucleo elicotteri carabinieri di Pontecagnano (SA) e del nucleo cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito una mirata operazione antidroga che ha portato alla scoperta di un’imponente coltivazione di piante di canapa indiana nell’agro di Montemiletto e, al contempo, all’arresto di due pregiudicati campani che stavano già adoperandosi per la raccolta e l’essicazione delle infiorescenze.

Nel corso delle operazioni, gli oltre trenta militari operanti hanno fatto irruzione all’interno di un casolare ubicato in località periferica, ove i due arrestati avevano creato – nel contermine appezzamento – una fiorente piantagione di canapa indiana, meticolosamente irrigata attraverso un articolato sistema c.d. “a goccia”. Il processo produttivo prevedeva poi una seconda fase, in cui le infiorescenze, dopo essere state raccolte, venivano trasportate in alcuni locali dello stesso stabile, appositamente attrezzati, per favorire una veloce essiccazione.

L’operazione di polizia, resa ancor più complicata dalla folta vegetazione che circonda l’immobile e la piantagione, si è protratta per diverse ore; mentre le oltre mille piante (tutte mature ed alte - per la maggior parte - oltre i 2 metri) sono state sradicate, campionate e distrutte.

Il casolare e l’appezzamento di terreno, così come le foglie già essiccate e i vari attrezzi utilizzati per la coltivazione e la raccolta sono stati sottoposti a sequestro. I campioni raccolti saranno invece analizzati per stabilirne il principio attivo.

 

 

 


 

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