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    27/09/2022

Avellino: detenuto marocchino tenta il suicidio, salvato dalla polizia penitenziaria

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cronaca2_pp.jpgAVELLINO – Giornata da incubo nella casa circondariale di Avellino dove solo grazie al tempestivo e professionale intervento della polizia penitenziaria si è impedito che il folle gesto di un detenuto straniero potesse avere conseguenza irreversibili.

La notizia arriva dal sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe per voce del segretario generale Donato Capece: “Un detenuto originario del Marocco e con problemi di tossicodipendenza ha tentato il suicidio procurandosi dei tagli al braccio. Si tratterebbe, in realtà, di un gesto dimostrativo posto in essere per mancanza di somministrazione del metadone e per fortuna l’intervento dei poliziotti penitenziari è stato tempestivo e risolutivo. È un dato oggettivo che chi è finito nelle maglie della devianza spesse volte è portatore di problematiche personali sociali e familiari”.

Per il segretario del Sappe “questa è la polizia penitenziaria pronta ad agire con gli altri operatori e con gli stessi detenuti, come in tale evento critico al carcere di Avellino, per tutelare la vita dei ristretti. Questa è comunità, ma nel rispetto dei difficili ruoli che ognuno viene chiamato a svolgere per la propria parte di competenza. Il folle gesto dell’uomo, sventato in tempo dalla professionalità ed attenzione dei poliziotti, dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari. E si consideri che negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 23mila tentati suicidi ed impedito che quasi 175mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”.

Capece torna a sottolineare il fallimento delle espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia: sono state solamente 456 nel 2021. “È sintomatico che negli ultimi vent’anni ci sia stata un'impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni '90 sono passati oggi ad essere quasi 17.000 rispetto alle circa 55mila presenze. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d'origine, come da tempo denuncia il Sappe, può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili”.

 

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