SERINO – A distanza di un anno dall’omicidio della badante ucraina Galina Dotsyak, il cui corpo fu ritrovato, sotterrato, nei boschi del Monte Terminio, in territorio del Comune di Serino, c’è stato un terzo arresto. Nel settembre scorso le manette erano scattate ai polsi di Gennaro Rodia, 63enne di Serino, accusato del delitto, che avrebbe ucciso per motivi passionali; un paio di mesi dopo era stato arrestato il nipote del presunto assassino, Modestino Rodia, un pastore 36enne anch’egli di Serino, sospettato di aver aiutato lo zio a sotterrare il cadavere; ora tocca a una connazionale di Galina. T.M., queste le iniziali, di 52 anni, anch’ella badante, che avrebbe collaborato con il pastore serinese nell’occultamento del cadavere.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dai carabinieri del Comando della compagnia di Avellino che hanno dato attuazione all’ordinanza emessa dal Gip Fiore, il quale ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero, titolare delle indagini, sostituto procuratore, Elia Taddeo, della Procura di Avellino, guidata dal dottor Angelo Di Popolo.
Come si ricorderà, la Dotsyak, 56enne, era scomparsa il 16 maggio dell’anno scorso dall’abitazione dell’anziano dove esercitava l’attività di badante. Una ventina di giorni dopo il corpo fu rinvenuto in una località boscosa del Serinese, ricoperto con rami d’albero e buste contenenti rifiuti. E furono proprio i rifiuti, analizzati insieme ad altri reperti dai Ris dei carabinieri, a portare gl’investigatori sulle tracce di Gennaro Rodia. Il quale avrebbe avuto una relazione sentimentale con Galina che intendeva troncarla. Da qui la violenta reazione del pensionato serinese che avrebbe ucciso a bastonate la povera donna. Per nasconderne il corpo, secondo l’accusa, si sarebbe fatto aiutare dal nipote e dalla connazionale di Galyna. Non è da escludere che dalle indagini possano scaturire ulteriori novità.
