AQUILONIA – «Carri trainati da buoi, antichi attrezzi per lavorare i campi, mietitura, battitura del grano e tant’altro, riemergeranno, come per magia, dal passato. Si tratta di una iniziativa unica nel suo genere che ha la grande responsabilità di raccontare la vita contadina del passato, fatta di gran lavoro e precarietà ma anche di gioie, socialità e tanta semplicità».
Così Giancarlo De Vito, sindaco di Aquilonia, presenta La notte del grano, la manifestazione popolare che ripropone scene di vita e di lavoro nonché piatti e sapori tradizionali dell’antica civiltà contadina giunta quest’anno alla terza edizione ed in programma domani, dal tramonto all’alba, tra le vie e le piazze del piccolo centro dell’Alta Irpinia.
«Un evento – sottolinea ancora De Vito – che racchiude una lunga serie di iniziative e che vedrà, come nelle precedenti edizioni, la partecipazione dei Comuni limitrofi come Monteverde, Bisaccia, Lacedonia, Calitri, Melfi e tanti altri. A tutti l’invito a voler partecipare alla manifestazione di quest’anno, a partire dal sabato mattina con un momento di incontro dei bambini che in piazza si cimenteranno in giochi del passato, giochi semplici ma che impegnano molto la fantasia e la creatività. Il cammino, verso la Notte del grano, riprenderà nel pomeriggio. In un paese allestito in ogni suo piccolo particolare, tra giochi di luci, aie e buoi, girerà di continuo un piccolo trenino che accompagnerà i bambini tra le gioie del grano. Si continuerà in serata con mille degustazioni e variegate specialità a base di grano. Interessante sarà assistere alla “Serenata alla luna”. Una mezzanotte magica, accarezzata da una suggestiva coreografia. Ogni luce in paese sarà spenta e sarà la luna ad illuminare la serenata di un ragazzo alla sua amata. Il gioco di luci, lo scambio dei fiori e la dolce musica – conclude il sindaco Giancarlo De Vito – ci accompagneranno all’inizio di un nuovo giorno».
Si preannuncia anche quest’anno una grande partecipazione ad un evento che esalta la civiltà contadina e la vita dei campi e che così sintetizza in versi la poetessa Camilla Del Soldato (1862-1940): “Getta i semi nella terra il contadino, poi si riposa e guarda tutto intorno; guarda il campo, la casa e il mulino, pensa che i semi saran pane un giorno”.
