GRECI – “Dopo una giornata particolarmente calda c’è il solito movimento per le vie del paese. Persone animali e anche cose animano e scuotono la monotonia. È bello ritrovarsi dopo una giornata di lavoro attorno alla tavola di legno massello regalo di nozze di mamma, a consumare, finalmente, un pasto non più frugale. È proprio così la fatica non può essere sopportata senza il giusto apporto di alimenti. Immagino che quanto avviene nella mia casa sia comune a tutte le famiglie. Una bella tovaglia a quadri, tovaglioli della stessa stoffa, una bella ruota di pane ed infine un boccione di vino”.
Inizia così il racconto di Antonio Sasso, appassionato della scrittura e innamorato del suo paese, Greci, il piccolo centro al confine con la Puglia in cui, nel XV secolo, si stabilì un nutrito gruppo di albanesi-arbëreshë al seguito del generale Skanderbeg schieratosi con gli aragonesi al tempo dello scontro con gli angioini. Una presenza, quella albanese, ancora presente nelle tradizioni e nel folclore locale, nella lingua, perfino nel nome del paese sostituito per un certo periodo nel toponimo Katundi.
