SANT’ANGELO DEI LOMBARDI – L’abbazia del Goleto, in territorio di Sant’Angelo dei Lombardi, con i suoi imponenti resti e con la sua aleggiante aria di fede, sarà lo scenario più appropriato di una eccezionale mostra di pittura che avrà come tema di fondo “L’inafferrabile mistero del vivere”. A sottoporre le sue opere ad un più vasto pubblico sarà il pittore, di origini irpine, Saverio Bartino. Nato a Carife, ancora molto giovane, andò a vivere in provincia di Milano. In Lombardia cominciò i primi approcci con la pittura per dare sfogo ad un desiderio che si portava dentro fin da bambino. Frequenta vari corsi di disegno e pittura e approda alla guida del prof. G.Brusegan, docente di storia dell’arte e pittore.
Oggi Bartino è un pittore affermato e le sue opere suscitano sempre di più l’apprezzamento della critica.
“Nell’opera di Saverio Bartino – scrive Giuseppe Morgante nell’elegante catalogo, edito dalla Delta3, che accompagnerà la mostra a partire dal 24 luglio prossimo e fino al 21 agosto – possiamo riscontrare, come leitmotiv della sua intera produzione pittorica, che copre l’arco temporale che va dagli anni Settanta ad oggi, un atteggiamento “secessionista”. Adopero il termine “secessione” per indicare quel complesso di metodi, di esercizi spirituali, escogitati da Bartino, nel corso del suo cammino pittorico, “per prendere le distanze dall’esistenza consueta”: non il “congedo” ma le “distanze”. Ed è da quei metodi e da quelle abilità che sono nate le invenzioni e le immaginazioni della vita teoretica e le ascensioni della vita etica e spirituale dell’artista”. “Perché - continua Morgante – attraverso quelle abilità a quei metodi, Bartino ha saputo, nei suoi momenti più critici, lasciarsi alle spalle il dominio del probabile, ossia la dimensione che accomuna i più, per insediarsi in modo nuovo in quello dell’improbabile e dell’ulteriore. La cultura nasce solamente per secessione, per separazione di chi è davvero colto…”
Riferendosi più direttamente alle opere che saranno esposte al Goleto, il critico d’arte sostiene che “…nelle sue affascinanti descrizioni della natura, l’intimo sentimento della divina bellezza sfocia in vere e proprie rappresentazioni cosmiche. E, come in sogno,scopriamo in quei racconti il nostro duplice io: quello che sogna e lo spirito che contempla il sogno, il pittore e lo spettatore. Un regno sconosciuto eppure scaturito da noi, in cui passiamo degli anni, spesso tutta una vita, a vivere, a sognare, a vagare…”.
Anche Fabrizia Buzio Negri nel suo giudizio conferma che “ L’artista si trova ad un punto decisivo del proprio percorso di ricerca, rivelando sicurezza nella scelta dei mezzi espressivi e talento nel colore. Si coglie una vertigine di sperimentazione, anche nel profilo tecnico, nell’abbandonare gli aspetti più descrittivi per approdare drammaticamente nell’ombra di una storia insondabile. Come l’anima di ogni uomo”.
Saverio Bartino è stato insignito di moltissimi premi e ha tenuto molte personali. Di lui hanno scritto anche Gianfranco Busegan, Mariano Piovesan, Paolo Viganò, Anna Ranzato, Giuseppina De Maria e Ettore Ceriani.
