MIRABELLA ECLANO – È fresco di stampa il secondo volume di don Pasquale Di Fronzo, sempre con il titolo “Vicende storiche della comunità ecclesiale di Mirabella Eclano”. Lo studioso, ancora una volta, muovendo da un certosino e capillare lavoro di ricerca, ripercorre alcuni significativi momenti della storia religiosa locale. Il volume, come il precedente edito nel 2009, presenta una serie di interessanti documenti, tra cui alcuni inediti, che vengono non solo riportati integralmente, ma spiegati e commentati in modo da permettere al lettore di acquisire una conoscenza dinamica delle vicende e un’adeguata visione storica del tempo e della vita sociale della comunità nel corso dei secoli.
Con chiaro stile divulgativo, lontano da tecnicismi del linguaggio accademico e tuttavia preciso, il testo porta alla scoperta di un mondo, di una cultura, di avvenimenti attraverso i quali rivivono personaggi, ambienti, paesaggi, vicende e fatti storicamente sorprendenti. Di particolare interesse sono le pagine riguardanti le visite “ad limina” per i secoli XVII-XIX, che presentano ragguagli e informazioni dettagliate non solo sullo stato delle chiese, ma anche su vari argomenti, e le vicende della Quintodecimo longobarda, attestate da una ricca documentazione che va dal 722 all’840.
Risalta anche l’indagine sulle “opere di culto nello Stato unitario”, in riferimento alle cappellanie e alle confraternite, attraverso l’esame della documentazione conservata in proposito nell’Archivio di Stato di Avellino. Tra le altre ricerche le pagine sul terremoto del 1732, sulla biblioteca del convento dei frati alcantarini, soppresso nel 1866, e l’istituzione dell’Istituto Cianciulli, poi denominato Istituto delle Figlie della Carità, avvenuta per testamento del montellese Filippo Cianciulli, figlio del famoso ministro murattiano Michelangelo Cianciulli, per accogliere i piccoli orfani. Un libro aperto, dunque, alla riflessione che permette di aggiungere un altro tassello alla lunga e complessa storia di Mirabella. Sono da rilevare, oltre agli eventi riportati, le undici appendici di cui il testo è corredato, nella convinzione che rappresentano uno strumento utile per valorizzare i vari aspetti del patrimonio culturale eclanese, legato alla tradizione religiosa locale.
