ARIANO IRPINO – “Mi rivolgo a tutti voi con un cuore che porta in sé insieme speranza e inquietudine. Guardiamo al Paese e al mondo con gratitudine per tanto bene seminato, ma anche con la preoccupazione per le ferite che attraversano la vita delle persone e delle comunità. Viviamo un tempo fragile. La crisi economica e sociale e l’instabilità internazionale si intrecciano con una crisi più profonda: quella della fiducia, della partecipazione, della speranza. Eppure, proprio in questo tempo siamo chiamati a riscoprire la politica come servizio, come “carità sociale”, come la più alta forma appunto di Carità.
La costituzione Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II, ricorda che «l’uomo è e deve essere principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni sociali» (n. 25). Questo è il cuore di ogni progetto politico che voglia restare umano. Con le parole di Don Luigi Sturzo va ribadito che la politica non è la mera ricerca del potere, ma una forma di carità, quando è esercitata per il bene comune. In un articolo del 1942 dal titolo: “È la politica cosa sporca?” Sturzo scrive: «La politica non è una cosa sporca. Pio XI … la definì “un atto di carità del prossimo” … La politica è carità.”»1 E allora sì: la politica può diventare un servizio disinteressato, una responsabilità davanti a Dio e alla storia. È costruire la “città dell’uomo” alla luce della giustizia e della pace”.
È l’inizio dell’appello che il vescovo di Ariano Irpino, don Sergio Melillo, rivolge alle donne e agli uomini delle istituzioni e ai rappresenti del mondo politico. Qui di seguito l’appello.
